28 apr 2009
Festa di Santa Fermina, Patrona di Civitavecchia
Oggi Civitavecchia festeggia la sua Santa Patrona, Santa Fermina.
Auguri a tutti i Cittadini di Civitavecchia
Quale miglior modo per un portale dedicato ai Cittadini di Civitavecchia di ricordarla che riportarne la sua storia:
La tradizione afferma che dopo l’editto di Nicodemia gli imperatori Diocleziano e Massimiano intrapresero una nuova persecuzione contro i cristiani; fu la decima secondo la storia ma la più feroce.
Durante tale periodo la giovanetta Fermina, nata a Roma nel 272 d.c., allora quindicenne, figlia di Calpurnio della nobile ricca famiglia dei Pisoni, prefetto di Roma, abbandonò la casa paterna per sfuggire la persecuzione e prese la via di mare, partendo dal Tevere, onde recarsi al Porto di Centocelle attualmente Civitavecchia, allo scopo di confortare gli esiliati in questo luogo e predicare il Vangelo fra il popolo e i marinai.
Nella breve navigazione costiera si scatenò una violenta tempesta e nel momento in cui la
fragile imbarcazione con altri viaggiatori stava in procinto di naufragare Fermina si inginocchiò in mezzo alla nave, pregò Dio, comandando alle onde e al vento di placarsi. La tempesta cessò all’istante e così l’imbarcazione poté arrivare in porto senza danni e i marinai, testimoni del prodigio, furono salvi e caddero ai piedi di Fermina venerando in Lei la Santa, protettrice dei naviganti.
I Centumcellensi, presi da ammirazione, la proclamarono Patrona della città e più tardi, poco lontano dal punto di approdo della giovanetta, eressero la Chiesa matrice di S. Maria, dedicando un altare alla Santa.
Nei pressi dove ora sorge la fortezza Giulia (Forte Michelangelo) esiste una grotta, la Grotta di S. Fermina, così chiamata perché la giovanetta vi abitò nei due anni di soggiorno a Ceuntumcellae La grotta come nei tempi passati, nel giorno della festa, viene aperta alla pubblica venerazione.
Venuto il giorno della partenza, accomiatatasi dal popolo prediletto e fra le lacrime dei presenti che la ebbero cara e preziosa, Fermina fa solenne promessa che mai si sarebbe dimenticata di loro e della loro Città. Salutati tutti nel nome di Gesù si allontanò sulla via dirigendosi verso l’Umbria nella città di Amelia.
Come riportato nella storia, Fermina giunta ad Amelia, visse vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore.
Sorpresa dalla persecuzione contro il cristianesimo, denunciata come cristiana, S. Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana.
Durante il suo martirio, prodigiosi fatti avvennero. Orsicino, la belva umana incaricata da Megezio di flagellarla, nel momento di darle il primo colpo, cadde a terra con il braccio paralizzato e subito guarì per le preghiere della Santa. In seguito a tale miracolo anche Orsicino si fece cristiano. Il giudice Megezio, non soddisfatto delle atroci sofferenze della giovinetta (il suo corpo era ormai ridotto ad una piaga),non si commosse e ordinò ai suoi carnefici che la giovane Santa venisse legata con i capelli ad un alto trave e così sospesa fosse lo scherno e il ludibrio dei pagani presenti, comandando loro di accendere sotto i suoi piedi un gran fuoco perché la facessero spasimare fino all’ultimo respiro.
Fermina, sentendosi prossima alla fine, durante la sua atroce agonia eleva a Dio una preghiera per i suoi carnefici e poi raccomandando l’anima sua spirava dolcemente. Il 24 novembre 304 quando aveva appena 25 anni, colse la palma del suo martirio. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti fuori Amelia dai Cristiani con grande venerazione e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale di Amelia.
In Civitavecchia, come riportato sopra, il simulacro della santa protettrice dei naviganti, attualmente custodito nella chiesa di S.Francesco (Cattedrale), è raffigurato con la palma e il manto rosso del subito martirio, mentre solleva con la destra una pregevole galea.
Il 28 Aprile di ogni anno ha luogo in suo onore la festa civile e religiosa e la sua statua durante la processione viene portata a spalla da pescatori, marinai e portuali seguita da Autorità Militari, civili e da tutti i fedeli.
Giunta al porto, la statua viene posta su un rimorchiatore e tra il suono delle sirene dei piroscafi ancorati nel porto, alle quali fanno eco tutte le campane delle chiese, compie il giro dello scalo marittimo mentre ha luogo la benedizione del mare.
Tale grandiosa manifestazione richiama annualmente nella nostra città una numerosa folla di spettatori che invadono tutte le banchine e la Calata Principe Tommaso per assistere alla benedizione del mare.
Fonte: Pro Loco Civitavecchia



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