15 ott 2009
P.A. Class Action- “Clamoroso bluff di Brunetta”
Una finta class action quella approvata oggi in Consiglio dei Ministri che coinvolgerà le amministrazioni, gli enti pubblici e i concessionari di servizi pubblici a partire dal 2010, secondo il Movimento Difesa del Cittadino (MDC).
"Si tratta di un clamoroso bluff del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, – dichiara Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – che si appropria indebitamente del termine “class action” per un provvedimento che altro non è che un reclamo alla Pubblica Amministrazione per un disservizio ricevuto senza alcun risarcimento danni".
"Prima si è vanificata e svuotata la class acion nel settore privato ubbidendo ai diktat delle lobbies di Confindustria, – continua Longo – ora si approva questa finta class action per la Pubblica Amministrazione completamente inefficace: in primo luogo, perché il ricorso non consente al cittadino di ottenere alcun risarcimento del danno, ma solamente una revisione del comportamento da parte della Pubblica Amministrazione; in secondo luogo, perché il decreto legislativo prevede una serie di meccanismi farraginosi e lungaggini, che possono arrivare fino a 15 mesi dal comportamento vessatorio della Pubblica Amministrazione, tali da impedire di fatto l’esercizio effettivo della class action".



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ALFERAZZI GIAMBATTISTA dice:
Pubblicato il 17-10-2009 alle 15:41
BRUNETTA BLUFF
Dopo lo svuotamento e la vanificazione della class action nel settore privato, eccoci di fronte all’introduzione di una class action beffa nel settore pubblico, poiché a fronte del tempo e soprattutto del denaro spesi per un’azione legale, non dà ai cittadini diritto al risarcimento del danno.
Un meccanismo vuoto a costo zero, uno strumento di giustizia (si fa per dire) privo di deterrenza che, oltretutto, comportando tempi lunghi, procedure tutt’altro che snelle e dispendio di danaro, non contribuisce minimamente a riequilibrare, laddove necessario, la debolezza del cittadino utente rispetto alla Pubblica Amministrazione
Si tratta, quindi, di un’azione collettiva fiction poiché per esser degna del suo nome non dovrebbe escludere l’aspetto risarcitorio, sul quale, al fine di consentire ai cittadini di intervenire in maniera incisiva, sono – invece – incentrati tutti gli altri modelli di questo istituto.
Invece di una class action quella del Brunetta è fumo senza arrosto, apparenza camuffata da sostanza; insomma, alla faccia della tanto strillata trasparenza, un vero e proprio inganno nel solco della migliore tradizione italiana.
Ma consoliamoci perché, assicura il ministro sedicente riformatore, la class action casalinga consentirà di realizzare “il sollecito ripristino dell’efficienza del servizio”, nonché “il rafforzamento della valutazione e della responsabilità dei singoli operatori pubblici”.
Chissà dopo la class action quale altra espressione anglofona ha in mente di riservarci nel prossimo futuro questo piccolo illusionista piccolo per annunciarci un’altra sua buona novella da dare in pasto al popolo plaudente delle partite iva, continuando impunemente a far pagare a tutti il torto che egli ha subito venendo al mondo.
Alferazzi Giambattista