Rimborsi Iva su TIA: Si rischia il colpo di spugna

colpo di spugna

La Senatrice Bonfrisco presenta un emendamento che, se accettato, annulla gli effetti della Sentenza della Corte Costituzionale, sollecita un’interrogazione che viene presentata dall’Onorevole Maurizio Turco.

Dopo anni di lotte, da parte delle associazioni di , per far riconoscere il principio che la è una tassa e non una tariffa, e quindi non va applicata l’, dopo il susseguirsi di interventi della Cassazione e dell’Agenzia delle Entrate, di Giudici di Pace e Commissioni Tributarie che dicevano ora si, ora no, ora forse … la Corte Costituzionale “sembrava” aver messo la parola fine sulla vicenda, ed in molti sono saliti sul carro del “vincitore”, spesso “fuori ruolo”, con un fiorire di “moduli” vari reperibili in ogni dove.

Ora, che è stato presentato in commissione bilancio del Senato, presentato dalla Senatrice Bonfrisco, un emendamento che, pur confermando che la è esente dall’, reintroduce, con effetto retroattivo, un’altra tassa (l’ex ECA) pari, guarda caso, proprio al 10% dell’imponibile, pari quindi all’.

La conseguenza appare chiara al comma 3 dell’emendamento: “l’imposta sul valore aggiunto corrisposta dai soggetti diversi dagli esercenti arti e professioni o dagli imprenditori con regime di detraibilità totale o parziale, è integralmente compensata con l’addizionale erariale” e quindi gli enti gestori della tariffa di cui sopra, non dovranno procedere al dell’imposta sul valore aggiunto”.

 

I , quindi, se dovesse passare questo emendamento, non vedranno mai i rimborsi che, legittimamente, hanno chiesto, perché l’, sostanzialmente, “cambia nome”.

Questo cambiamento, però, riguarda solo i .

Per le aziende, infatti, che non hanno presentato richieste di , perché hanno “scaricato” l’, tutto rimane come prima. Se fosse stata resa valida anche a loro la logica di applicare l’ex ECA si sarebbe giunti al paradosso di vedere le aziende rifondere all’Erario l’ che si sono “scaricati”, in questi anni, sulla .

Un vero e proprio “salto mortale” legislativo, che vede ed imprenditori diversi rispetto alla stessa tariffa, in maniera di poter cambiare tutto senza cambiare nulla. Senza, insomma, rendere un euro ai .

I partiti e le associazioni locali che si sono “prodigati” a preparare moduli in questi giorni, lasceranno di nuovo sole le associazioni di a combattere per i , o attiveranno i referenti nazionali per far si che questo emendamento venga ritirato?

ha rappresentato la situazione all’Onorevole Maurizio Turco, Deputato radicale e coofondatore del neonato Partito per la tutela dei Diritti dei Militari (PDM) che subito ha preso a cuore la vicenda e ha depositato un’interrogazione parlamentare in merito.

Speriamo che molte altre interrogazioni si uniranno a quella dell’Onorevole Turco, nell’interesse ultimo dei .

Speriamo che la gara a fornire moduli ai si ripeta oggi nel sollecitare il Senato a rinunciare a questo “fantasioso” emendamento.

Vedi L’Interrogazione Parlamentare

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2 risposte a Rimborsi Iva su TIA: Si rischia il colpo di spugna

  1. giovanni scrive:

    ma questa senatrice perchè non se ne sta a casa a fare la calza visto che tutto fa fuorchè l’interesse dei cittadini?–che ci viva lei con 700 euro al mese—

  2. biagio scrive:

    la senatrice si è mai immedesimata in una famiglia con il cui reddito fa sacrifici ad arrivare a fine mese? Purtroppo la maggior parte delle famiglie italiane non godono dei privilegi e dei super stipendi di cui gode la casta cui la senatrice Bonfrisco fa parte.
    Dovrebbe invece proporre di autoridursi lo stipendio e le altre indennità, che sono umilianti per i comuni lavoratori e pensionati, per tagliare i costi della politica, anzichè chiedere e sempre chiedere soldi ai contribuenti.

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