6 nov 2009
Tassa sui rifiuti: svolta da Genova, sospesa l’Iva
Importante accordo con i consumatori, dopo una sentenza della Corte costituzionale.
La svolta sulla Tia – il tributo sui rifiuti che prima si chiamava Tarsu – arriva da Genova: i consumatori del capoluogo ligure saranno i primi a non pagare più l’Iva sulla spazzatura e, nel caso il governo deciderà prossimamente per i rimborsi, saranno i primi a riceverli, in modo automatico e generalizzato.
La decisione è arrivata ieri dal Tavolo di concertazione composto dal Comune di Genova, dalla Consulta delle Associazione dei Consumatori di Genova, e dal gestore dei rifiuti Amiu (che a Roma si chiama Ama e a Milano Amsa).
“Se il governo deciderà di procedere con il rimborso, sarà nostra premura rifondere in maniera collettiva e automatica quanto pagato dai genovesi di Iva, dall’arrivo della Tariffa di Igiene Ambientale a oggi”, assicura Franco Miceli, assessore al Bilancio del Comune di Genova, “Senza necessità di istanze individuali di rimborso”.
La sentenza della Corte Costituzionale
Una vera e propria svolta, per i consumatori, perché per la prima volta viene applicato quanto deciso dalla Corte Costituzionale a luglio scorso: la Tia è una tassa, non una tariffa, dunque non rientra nel campo dell’applicazione dell’Iva.
La Corte ha stabilito anche la legittimità ai rimborsi: non solo le bollette non devono più essere maggiorate del 10%, ma i cittadini che hanno pagato – indebitamente – l’Iva, dovranno avere indietro i loro soldi.
Fin qui la sentenza della Corte, ma a tradurla in pratica – fino a ieri – non ci era ancora riusciro nessuno.
fonte: Il Salvagente



RSS Feed




1
Irolli dice:
Pubblicato il 06-11-2009 alle 07:21
Parliamoci chiaro: il Comune afferma che se lo stato non troverà un escamotage (come invece sta cercando) rimborserà l’IVA e non la farà pagare in futuro. Ma il comune è solo intermediario, l’IVA infatti è di competenza statale.
In sintesi: bisogna vedere come si muoverà Tremonti.
2
Presidente MDC Civitavecchia dice:
Pubblicato il 06-11-2009 alle 07:31
Ed infatti siamo in attesa che il Governo si pronunci e che risponda all’interrogazione parlamentare che abbiamo sollecitato.