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Rimborso Iva sulla tariffa rifiuti, il Ctcu: ”Il governo vari i necessari provvedimenti normativi”

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Il Ctcu invita il governo ad adottare urgentemente i necessari provvedimenti normativi, in conformita’ a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 238/09, risolvendo, cosi’, definitivamente il problema del rimborso dell’Iva sulla tariffa di igiene ambientale pagata dai consumatori, ma non dovuta. Gia’ vari consumatori, in queste ultime settimane, hanno provveduto ad inviare richiesta di rimborso del tributo pagato negli ultimi anni. Stanno anche giungendo le prime risposte in cui le aziende o i Comuni negano tuttavia il rimborso, sostenendo, tra le altre cose, la mancanza di chiare disposizioni da parte dell’Amministrazione finanziaria centrale che recepisca i contenuti della sentenza della Corte Costituzionale. Le stesse aziende o i Comuni che gestiscono il servizio di igiene urbana continuano intanto a emettere le fatture dell’igiene urbana aggiungendo il 10% di Iva.
”Attenzione ai termini per l’eventuale ricorso davanti alle Commissioni Tributarie, nel caso di risposta negativa o di non risposta da parte dell’azienda che gestisce o del Comune – fa sapere il Ctcu – Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilita’ entro 60 giorni di calendario dalla data di ricevimento della lettera (in genere raccomandata Ar) con la quale l’ente risponde negativamente alla richiesta di rimborso, o dopo 90 giorni dalla data di invio della vostra domanda di restituzione e fino a quando il diritto alla restituzione non si e’ prescritto (10 anni), nel caso in cui si sia maturato il cosiddetto ‘’silenzio diniego”, cioe’ l’ente non abbia provveduto a rispondere alla richiesta entro 90 giorni dall’invio della stessa”.
E’ possibile presentare il ricorso da soli, cioe’ senza l’assistenza di un avvocato, nel caso in cui la somma richiesta risulti inferiore ai 2.582,28 euro. In questo caso sono ovviamente da considerate bene sia il rispetto delle regole del procedimento dinanzi alle Commissioni tributarie, come anche i costi legati alla proposizione del ricorso. Se l’importo da richiedere in restituzione e’ superiore ai 2.582,28 euro, dovete farvi assistere da un avvocato o da un dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale o altro tecnico iscritto a uno degli ordini professionali di riferimento. Sono escluse invece le azioni collettive in quanto non rientranti tra le violazioni per le quali si possa utilizzare la nuova azione di classe (class action) operativa dal 1 gennaio 2010 e di cui all’articolo 140bis del Codice del consumo.
Fonte: Ctcu

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