11 mag 2010
IVA su TIA: Scampato pericolo cancellazione diritto al rimborso
Fallito l’ennesimo tentativo di cancellare il diritto al rimborso dell’IVA versata sulla Tariffa Rifiuti.
Come avevamo annunciato sul sito associativo, era stato presentato un emendamento che tendeva a voler cancellare il diritto a vedersi rimborsati i soldi versati a titolo di IVA nelle bollette rifiuti degli ultimi 10 anni, come da sentenza della corte costituzionale.
Ebbene,fortunatamente anche questo tentativo è caduto nel vuoto: il decreto incentivi è passato così com’è, senza quindi questo scellerato emendamento.
Mal si comprende come possano reiterarsi i tentativi di annullare gli effetti di una sentenza favorevole ai cittadini, o meglio, forse si comprende troppo bene la volontà di aggirare una sentenza che costerebbe alle casse statali svariati milioni di euro, ma, ci chiediamo, può uno Stato come l’Italia permettersi moralmente, in un clima di sfiducia verso le istituzioni nel quale viviamo, di ricorrere a trucchetti per far pagare comunque una tassa non dovuta?
Con quale credibilità può perseguire gli evasori fiscali se quando è la fiscalità a sbagliare, non si corregge prontamente, restituendo il “maltolto” e, magari, scusandosi per l’errore?
Ci auguriamo che questo sia l’ultimo tentativo a cui assistiamo di annullamento degli effetti della sentenza, ma non ci contiamo molto, e per questo continueremo a vigilare e ad opporci a tali tentativi.
Ricordiamo che è possibile scaricare gratuitamente dal sito www.sportelloconsumatori.org i moduli per richiedere i rimborsi da presentare alla società che si occupa della gestione dei rifiuti ed al Comune corrispondente. La copia per il Comune può essere presentata anche mediante il nuovo strumento della PEC (posta elettronica certificata). Il nostro ufficio di Civitavecchia rimane a disposizione per assistere i nostri soci (o i cittadini che intendono associarsi) nella compilazione e presentazione dei moduli.
Ci dispiace constatare che altre associazioni, anche più “mediatiche” della nostra, hanno abbandonato la vicenda (alcune anche dopo essersi fatte ben pagare i moduli che noi forniamo gratuitamente). Noi di MDC, invece, continuiamo e continueremo fino alla soluzione del problema, perché quello che conta per noi non è un titolo sul giornale o incassare denaro seguendo l’onda mediatica, ma il diritto del Cittadino, che, se vorrà ricambiare, potrà iscriversi alla nostra associazione per sostenerci.



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Claudio dice:
Pubblicato il 11-05-2010 alle 11:45
Permettetemi di osservare che la vostra associazione sta fornendo ai cittadini un’informazione parziale e, proprio per questo, inutile. Infatti non avete detto ai cittadini che una volta presentata la richiesta di rimborso al Comune e all’Etruria Servizi, qualora ricevano una risposta negativa ovvero qualora non ricevessero alcuna risposta, hanno 60 giorni di tempo per presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma pena la decadenza definitiva di ogni diritto al rimborso. Oltre a dimenticare di informare i cittadini su questo “piccolo” particolare, non avete neanche predisposto la modulistica per poter presentare questo ricorso che, per una cifra così bassa, non richiede neanche l’ausilio di un avvocato. Grazie e perdonatemi questa mia osservazione.
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Presidente MDC Civitavecchia dice:
Pubblicato il 11-05-2010 alle 12:12
La ringrazio per l’osservazione che mi permette di precisare alcuni aspetti:
Il d. lgs. 546/92 art 1 comma 1 effettivamente pone un limite di 60 giorni per la presentazione del ricorso, in QUASI TUTTI I CASI, ma il comma 2 recita:
“Il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione di cui all’art. 19, comma 1, lettera g), può essere proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d’imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto.”
e l’articolo 19, comma 1, lettera g) recita:
1. Il ricorso può essere proposto avverso:
…
…
…
g) il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
Quindi può essere proposto fino alla prescrizione.
Il fatto di non rendere disponibili i moduli per il ricorso in commissione tributaria non è un’omissione od una dimenticanza, ma una precisa scelta:
Il ricorso in commissione tributaria infatti, se positivo, risolve il problema, se però ha un risultato negativo rappresenta un pronunciamento “nel merito” e opporsi a tale pronunciamento risulta assai difficoltoso e sicuramente costoso, per questo abbiamo criticato chi ha scelto di proporre ai cittadini direttamente il ricorso in commissione tributaria, in assenza di precedenti pronunciamenti positivi.
Siamo una associazione di consumatori di rilievo nazionale e, prima di prendere o proporre un’iniziativa, la studiamo nel merito e preferiamo dare le giuste informazioni e aiutare i cittadini evitando, per guadagnare un articolo sul giornale, di metterli nei guai o fargli perdere diritti, come fanno invece molti.
Non abbiamo nulla da perdonarle per la sua osservazione, anzi, la ringraziamo: è dal confronto che nascono le soluzioni.