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Prezzo Minimo delle sigarette, L’Europa condanna l’Italia

Sigarette Il Tabagismo in Italia è una dipendenza che è tra le più vessate dalla pressione fiscale delle accise, ma  forse non tutti sanno che hanno un prezzo minimo imposto dallo Stato.

Esiste quindi un prezzo minimo di commercializzazione calcolato come percentuale del prezzo medio ponderato di vendita al minuto di tutte le sigarette iscritte nella tariffa di vendita al pubblico ed effettivamente commercializzate. Nel 2007 il prezzo minimo del pacchetto da venti sigarette era di 3,40 euro.

Anche se i produttori avessero voluto vendere le sigarette ad un prezzo inferiore non avrebbero potuto farlo.

Tutto questo, si dice, per salvaguardare la salute dei cittadini. E’ nostra opinione che molto di più si sarebbe ottenuto sostenendo maggiormente i vari programmi che aiutano a smettere di fumane, oppure prevedendo attività sanitarie ed informative di prevenzione, ad esempio, nelle scuole.

Questo non si è fatto, forse perché avrebbe rappresentato un costo per lo Stato, preferendo bloccare sul nascere i meccanismi di normale concorrenza sul mercato che avrebbe portato le sigarette a costare meno di quanto costano ora, forse perché, come detto, sui tabacchi lo Stato ci guadagna, con le accise, un percentuale sulla nostra salute.

Che tale norma blocchi la concorrenza non siamo noi a dirlo, ma la Corte Europea che ha condannato, con una sentenza pubblicata oggi, lo Stato Italiano perché con il prezzo minimo delle sigarette, introdotto con la finanziaria 2005, ha creato “distorsione della concorrenza, pregiudicando la libertà di alcuni produttori e importatori garantita dalla direttiva comunitaria 95/59/CE”

Questa direttiva comunitaria, infatti, relativa alle imposte diverse dall’imposta sul volume d’affari che gravano sul consumo dei tabacchi lavorati, prevede che i produttori e gli importatori di paesi terzi stabiliscono liberamente i prezzi massimi di vendita al dettaglio per ciascuno Stato membro.

Con la sentenza di oggi la Corte dichiara che la Repubblica italiana, prevedendo un prezzo minimo di vendita per le sigarette, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva 95/59/CE.

Speriamo che questa sentenza abbia presto effetti sul costo delle sigarette, che tanto grava sulle famiglia che hanno componenti vittime di tale dipendenza, e che lo Stato attivi e potenzi le strutture per la cura e la prevenzione del tabagismo, che è una dipendenza dovuta alla presenza di nicotina nel fumo delle sigarette.

Una persona affetta da dipendenza va aiutata a curarsi, e non tassata, almeno questa è la nostra visione di questa vicenda.

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