6 lug 2010
I Buoni vacanza – in pochi se li sono potuti permettere
Ricordate i Buoni Vacanze? Ne parlavamo a gennaio come una novità interessante, come interessanti sono tutte le iniziative che, da un lato, tendono a sostenere l’economia, e dall’altro “strizzano l’occhio” al cittadino facendogli risparmiare qualcosa.
Avendo però notato un difetto di comunicazione negli spot di questa iniziativa scrivevamo: “Facciamo notare che i buoni vacanza offrono, sì, ad esempio, ad una famiglia di 4 persone, con reddito inferiore ai 25.000 euro, la possibilità di richiedere un libretto di buoni per un valore totale fino a 1230 euro, pagandoli 676,50 euro ma tale cifra dovrà essere versata entro 10 giorni dalla prenotazione, andando quindi a far pesare fin da subito le spese delle vacanze su un bilancio familiare già esiguo. Questo aspetto, pur non invalidando la bontà del provvedimento, è da tener presente all’atto della prenotazione.”
E proprio questo difetto di comunicazione è stato, secondo Massimo Abbate, Direttore della Società “Buoni vacanze Italia” che ha gestito il sistema delle prenotazioni, alla base del flop dell’iniziativa.
Il dottor Abbate infatti, ha dichiarato che “C’è stato un problema comunicativo. Il messaggio degli spot è passato come un regalo, come la possibilità di andare gratuitamente in vacanza”.
E cosa avrebbero dovuto pensare i cittadini sentendo, nello spot, la frase “una grande vacanza anche per chi ha un piccolo reddito”?
In tanti infatti sono corsi a prenotare i buoni: 25.084 famiglie li hanno prenotati.
Un successo, se non fosse che, una volta scoperto che dovevano pagare una forte somma entro dieci giorni dalla prenotazione, solo 6.630 cittadini hanno poi effettivamente ritirato i buoni.
Ulteriore problema, inoltre, è stato il periodo di validità dei buoni: Dal primo luglio al 23 agosto, e nel periodo natalizio, i buoni non possono essere usati (essendo nati soprattutto per incentivare il turismo in bassa stagione).
In molti casi però quello è l’unico periodo che un operaio può richiedere per andare in ferie, coincidendo con la chiusura di molte fabbriche e delle scuole.
Siamo contenti che il nostro messaggio di porre attenzione al fatto di dover pagare fin da subito sia stato profetico, e, ci auguriamo, utile, ma è un ben magra consolazione: come sempre più spesso avviene un provvedimento annunciato come una soluzione per i problemi del turismo, si trasforma in un flop, perché studiata per dare, forse, solo l’impressione di essere a favore del cittadino, mentre in realtà aiuta solo e soltanto le strutture che, in quel periodo, sono vuote.
Una struttura turistica che, infatti, lavora a pieno ritmo tutto l’anno, che interesse avrebbe ad offrire uno sconto, condizione necessaria per poter aderire all’iniziativa?
Risultato dell’iniziativa? Pochissime famiglie accontentate, pochissimo turismo incentivato, scarsi guadagni per le strutture.
Altro sarebbe stato, invece, donare di meno a queste famiglie in difficoltà, ma donarlo realmente.
Rimettendo nel giusto verso la vicenda, infatti, in realtà nessun dono è stato fatto: lo Stato ha venduto con una scontistica i “biglietti di ingresso” alle strutture turistiche, cosa che anche i gruppi d’acquisto, i cral ed anche la nostra associazione (grazie all’accordo con ASSOCRAL) permette di fare. E non pesiamo per 5 milioni di euro sulle casse dello Stato.
Riprendendo l’esempio dell’apertura ci chiediamo: non era più semplice mandare ai richiedenti un assegno di 676,50 euro spendibile nelle strutture convenzionate, senza chiedere un versamento anticipato?
Allora si sarebbe stato un dono, ed un incentivo. Così è stato solo un movimento contabile
Forse agendo in questo modo anche molti cittadini che, combattendo ogni mese per pagare le bollette, non si sono potuti permette di aderire, forse avrebbero potuto farsi una vacanza.
Ribadiamo quindi che l’idea e lo strumento sono validi, ma inutilizzabili dato l’impegno economico che richiedono a famiglie, per definizione, con scarse risorse economiche.
Auspichiamo quindi un cambio di direzione in questo senso, rimuovendo il versamento anticipato, altrimenti avremmo la conferma che questa iniziativa altro non è che un vero e proprio espediente demagogico.
(Fonte dei dati: Ministro del Turismo. Dati aggiornati alla terza settimana di maggio)



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