Garante: i vigili devono mettere le loro generalità sui verbali. Vittoria di MDC a Firenze

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vigili%20urbani Non c’è alcuna norma di privacy che impedisce alla Polizia Municipale di indicare le generalità dei vigili nei verbali meccanizzati, cioè quelli in cui la contestazione non è fatta personalmente al trasgressore, ma gli vengono spediti a casa. E’ questa la precisazione del Garante Privacy, in risposta ad una questione sollevata questa estate dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che riguarda la città di Firenze: a Firenze i verbali delle contravvenzioni inviati a casa per posta non riportano il nome dei verbalizzanti.

MDC ha chiesto alla Polizia Municipale spiegazioni su questa omissione e la Municipale ha risposto che "la mancata indicazione del nome dell’agente accertatore sui verbali è motivata dalla necessità di tutelare la sicurezza personale degli appartenenti al Corpo e delle loro famiglie".

Dunque la risposta della Polizia Municipale fa riferimento a possibili ritorsioni dei cittadini contro chi li ha multati e, inoltre, si fa riferimento al fenomeno migratorio come causa del cambiamento del modo di operare della Polizia Municipale. In pratica la presenza degli immigrati a Firenze metterebbe maggiormente a rischio la sicurezza dei vigili che, dunque, devono tutelarsi di più.

A "mettere pace" è arrivata oggi la nota del Garante Privacy, secondo cui il comportamento dei vigili del Comune di Firenze va contro la legge. "Gli articoli 383 e 385 del regolamento di attuazione del codice della strada – prosegue la lettera del Garante – rinviano ad un modello di verbale il quale reca uno spazio per indicare l’organo accertatore e che sembra quindi richiedere la menzione delle generalità. Pertanto la redazione dei verbali di accertamento di violazioni al Cds deve essere effettuato da tutti i comuni in conformità alla specifica disciplina di riferimento sopra richiamata. E l’eventuale prassi di omettere le generalità non può ritenersi conseguenza dell’applicazione del codice".

Ora il Movimento Difesa del Cittadino chiede che il Comune prenda una posizione. "Non ci sono vie di mezzo – dichiara ad Help Consumatori Barbara Gualtieri, di MDC Firenze – o il Comune dà ragione al Garante e ammette che questa è una questione di privacy. Di conseguenza dovrebbe annullare tutti i verbali fatti fin’ora, senza il nome del vigile che ha multato. Oppure la questione diventa più delicata e, come viene illustrato nella risposta della Polizia Municipale, Firenze è diventata una città pericolosa e il comportamento del Comune è teso a difendere la sicurezza degli agenti. Se così fosse vuol dire che viviamo in uno Stato di guerra e noi neanche ce ne siamo accorti".

di Antonella Giordano

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P.A. Class Action- “Clamoroso bluff di Brunetta”

Pubblica Amministrazione 1 Commento »

brunetta thumb P.A. Class Action  “Clamoroso bluff di Brunetta” Una finta class action quella approvata oggi in Consiglio dei Ministri che coinvolgerà le amministrazioni, gli enti pubblici e i concessionari di servizi pubblici a partire dal 2010, secondo il Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

"Si tratta di un clamoroso bluff del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, – dichiara Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – che si appropria indebitamente del termine “class action” per un provvedimento che altro non è che un reclamo alla Pubblica Amministrazione per un disservizio ricevuto senza alcun risarcimento danni".

"Prima si è vanificata e svuotata la class acion nel settore privato ubbidendo ai diktat delle lobbies di Confindustria, – continua Longo – ora si approva questa finta class action per la Pubblica Amministrazione completamente inefficace: in primo luogo, perché il ricorso non consente al cittadino di ottenere alcun risarcimento del danno, ma solamente una revisione del comportamento da parte della Pubblica Amministrazione; in secondo luogo, perché il decreto legislativo prevede una serie di meccanismi farraginosi e lungaggini, che possono arrivare fino a 15 mesi dal comportamento vessatorio della Pubblica Amministrazione, tali da impedire di fatto l’esercizio effettivo della class action".

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