13nov 09
Non c’è alcuna norma di privacy che impedisce alla Polizia Municipale di indicare le generalità dei vigili nei verbali meccanizzati, cioè quelli in cui la contestazione non è fatta personalmente al trasgressore, ma gli vengono spediti a casa. E’ questa la precisazione del Garante Privacy, in risposta ad una questione sollevata questa estate dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che riguarda la città di Firenze: a Firenze i verbali delle contravvenzioni inviati a casa per posta non riportano il nome dei verbalizzanti.
MDC ha chiesto alla Polizia Municipale spiegazioni su questa omissione e la Municipale ha risposto che "la mancata indicazione del nome dell’agente accertatore sui verbali è motivata dalla necessità di tutelare la sicurezza personale degli appartenenti al Corpo e delle loro famiglie".
Dunque la risposta della Polizia Municipale fa riferimento a possibili ritorsioni dei cittadini contro chi li ha multati e, inoltre, si fa riferimento al fenomeno migratorio come causa del cambiamento del modo di operare della Polizia Municipale. In pratica la presenza degli immigrati a Firenze metterebbe maggiormente a rischio la sicurezza dei vigili che, dunque, devono tutelarsi di più.
A "mettere pace" è arrivata oggi la nota del Garante Privacy, secondo cui il comportamento dei vigili del Comune di Firenze va contro la legge. "Gli articoli 383 e 385 del regolamento di attuazione del codice della strada – prosegue la lettera del Garante – rinviano ad un modello di verbale il quale reca uno spazio per indicare l’organo accertatore e che sembra quindi richiedere la menzione delle generalità. Pertanto la redazione dei verbali di accertamento di violazioni al Cds deve essere effettuato da tutti i comuni in conformità alla specifica disciplina di riferimento sopra richiamata. E l’eventuale prassi di omettere le generalità non può ritenersi conseguenza dell’applicazione del codice".
Ora il Movimento Difesa del Cittadino chiede che il Comune prenda una posizione. "Non ci sono vie di mezzo – dichiara ad Help Consumatori Barbara Gualtieri, di MDC Firenze – o il Comune dà ragione al Garante e ammette che questa è una questione di privacy. Di conseguenza dovrebbe annullare tutti i verbali fatti fin’ora, senza il nome del vigile che ha multato. Oppure la questione diventa più delicata e, come viene illustrato nella risposta della Polizia Municipale, Firenze è diventata una città pericolosa e il comportamento del Comune è teso a difendere la sicurezza degli agenti. Se così fosse vuol dire che viviamo in uno Stato di guerra e noi neanche ce ne siamo accorti".
di Antonella Giordano
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31ago 09
Questa volta il raggiro arriva a nome dell’Agenzia delle entrate, inconsapevolmente coinvolta nella truffa.
Non collegatevi ai siti proposti e non inserite dati bancari
Si riceve una email dall’indirizzo ufficio.accertamenti@agenziaentrate.it che promette un rimborso.
EVVIVA! Addirittura l’ Agenzia delle Entrate che ci contatta per ridarci i soldi che abbiamo pagato in più di tasse: Troppo bello per essere vero
Ed infatti non lo è: Una nota della direzione regionale della Lombardia dell’Agenzia chiarisce infatti che è solo un nuovo tentativo di truffa.
L’email, che non proviene dall’Agenzia, invita il contribuente a collegarsi ad una presunta banca dati degli accertamenti presente sul sito http://bancadati2009.altervista.org (indirizzo che ad oggi appare disattivato)
Ma i rischi per i consumatori non finiscono qui: ogni giorno le email dei consumatori sono prese d’assalto da tentativi di truffe dette phishing.
Nel caso si ricevano queste email (od altre insolite comunicazioni “inaspettate” o “strane”) non si deve aprire alcun collegamento, cliccando su eventuali link, e a contattare quanto prima la polizia postale.
Ed è proprio la polizia postale e delle comunicazioni a ricordare che nessuna azienda o istituto bancario richiede informazioni personali (coordinate bancarie o altri dati sensibili) attraverso un messaggio di posta elettronica.
Pertanto non cliccate mai sui link che vi appaiono nel testo del messaggio, non fornite alcun dato personale, avvertite la polizia e l’istituto di credito che appare come mittente dell’e-mail, cercando i recapiti mediante un motore di ricerca, e non assolutamente rispondendo all’email ricevuta.
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22mag 09
Gli annegamenti sono la prima causa di morte nei bambini tra 1 e 4 anni nella regione europea.
Ogni anno in Europa ci sono più di 5.000 annegamenti mortali in bambini ed adolescenti.
I bambini che sopravvivono possono riportare danni cerebrali che richiedono assistenza finanziaria e cure sanitarie per tutta la vita.
Le disuguaglianze sono enormi, con differenze di 20 volte tra paesi con i tassi di mortalità più alti e quelli con i tassi più bassi.
Queste disuguaglianze sono impressionanti anche all’interno dei paesi, dove i bambini più poveri hanno un rischio fino a 11 volte maggiore di morire per annegamento.
Se il tasso di mortalità uguagliasse quello dei paesi con i tassi più bassi, 9 vite su 10 potrebbero essere salvate.
Questo mette in evidenza l’enorme potenziale della prevenzione.
Tra gli interventi sperimentati per ridurre gli annegamenti nei bambini ci sono: rimuovere o
coprire piccoli e grandi invasi d’acqua che possono costituire un pericolo, costruire recinzioni
sui quattro lati delle piscine, indossare il salvagente, eseguire una rianimazione immediata
PROPRIO PER IMPORRE AI PRIVATI L’OBBLIGO DI RECINTARE LE PISCINE PRIVATE
22mag 09
Ed, in più: Ecco le dieci regole per evitare incidenti
FIRMA LA PETIZIONE PER UN LEGGE CHE OBBLIGHI I PRIVATI A RECINTARE LE PISCINE
Promuovere la “cultura della prevenzione” in acqua e in particolare nelle piscine. È questo l’obiettivo che si pone il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) con una serie di iniziative per far conoscere i rischi della balneazione e per far approvare una legge che obblighi a rendere sicure le piscine soprattutto per i più piccoli.
Oltre alla realizzazione di un vademecum da distribuire alle famiglie e un seminario formativo sulla sicurezza rivolto agli addetti del settore che si terrà a Parma, MDC ha lanciato una petizione on line per chiedere che anche in Italia
una legge imponga ai privati di recintare l’area intorno alla piscina
.
“In Francia, – spiega Michele Saldina, responsabile della sede MDC di Parma e promotore dell’iniziativa – dal gennaio 2006 tutte le piscine devono dotarsi di protezioni, per evitare il
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