18nov 09
“Abbiamo sperato fino all’ultimo che il governo ritirasse il provvedimento. È un giorno triste per milioni di consumatori che nei prossimi anni vedranno la propria acqua defraudata dalle multinazionali”. È questo il commento di Francesco Luongo, responsabile Servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) a proposito decreto legge Ronchi su cui oggi la Camera voterà la fiducia, che prevede anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui l’acqua.
“Ai costi dei vari carrozzoni pubblici, aziende municipalizzate e ATO, si aggiungerà la necessità dei profitti delle S.p.A. con inevitabili conseguenze sulle tariffe e le bollette che aumenteranno di oltre il 40%. Come già accaduto per la rete telefonica nazionale e per le autostrade, – conclude Luongo – gli investimenti infrastrutturali resteranno un miraggio, mentre ancora non è chiaro quale sarà l’Authority che dovrebbe controllare la qualità dei servizi e le tariffe”.
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17nov 09
”Trattare il tema dell’acqua cosi’ come si sta facendo in questi giorni in Parlamento e’ francamente irresponsabile”. Cosi’ Adusbef e Federconsumatori nel giorno dell’esame in Aula del decreto che privatizza l’acqua. ”Non vi e’ solo una questione di metodo, per cui si intende liquidare alla svelta la questione anche attraverso ipotetici voti di fiducia, ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti. Prima fra tutte la decisione di privatizzare in termini definitivi e tassativi la gestione del servizio idrico, passando cioe’ da un monopolio naturale a un monopolio privato, senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo l’esperienza che nel Paese gia’ si e’ fatta, determinando maggiori tariffe per questo servizio” proseguono le associazioni. ”La seconda questione e’ che tale legge espropria i poteri degli enti locali. Noi siamo pregiudizialmente contrari ad affidare una risorsa fondamentale come l’acqua, considerato un bene dell’umanita’, in mano a privati – spiegano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per tale motivo ci siamo opposti e ci opporremo in maniera molto determinata a tale operazione”.
Fonte: Federconsumatori e Adusbef
17nov 09
Cittadinanzattiva scrive al ministro per gli Affari regionali e ai rappresentanti della Camera affinche’ l’articolo 15 del decreto legge 135/2009, che di fatto spiana completamente la strada alla privatizzazione dell’acqua, venga respinto. Per Cittadinanzattiva, infatti, riveste particolare preoccupazione l’introduzione della scadenza del 31 dicembre 2011 per le gestioni ”in house” del servizio, che rischia di provocare il congelamento di investimenti previsti per circa 2,4 miliardi di euro fino al 2013, con ricadute sia sulla qualita’ del servizio che sui costi. Il socio privato, infatti, potrebbe rifiutare di accollarsi oneri preesistenti, che rimarrebbero a carico degli enti locali e che si trasformerebbero in un aumento dell’imposizione fiscale locale. In alternativa, se ne potrebbe far carico con l’intenzione di coprirli totalmente mediante le tariffe, con un conseguente aumento del costo del servizio a carico dell’utenza.
”Il servizio idrico integrato in Italia presenta livelli di tutela dei cittadini pressoche’ nulli. Non e’ un caso che il settore manchi ancora di una Autorita’ di regolamentazione invocata perfino dagli operatori privati, e che nessuno applichi la normativa sulla valutazione civica dei servizi pubblici, vero banco di prova per costruire una alleanza strategica tra imprese e utenti”, commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini.
”Piuttosto che un frettoloso decreto legge – conclude la Petrangolini – si avvii un serio iter parlamentare sulla riforma del servizio idrico con alcuni punti fermi: acqua bene pubblico e non merce, diritto all’accesso minimo garantito, divieto di spreco, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 della Finanziaria 2008”.
Fonte: Cittadinanzattiva
17nov 09
”Bevi l’acqua di casa” e’ il claim della nuova campagna di Altroconsumo per incitare i cittadini a consumare l’acqua del rubinetto: piu’ buona, controllata e non meno sicura di quella in bottiglia. Nel presentare la campagna, l’associazione ha fatto riferimento ai risultati di un’indagine sulla qualita’ dell’acqua realizzata in 35 citta’ italiane dalla stessa associazione. Nell’indagine sono stati analizzati parametri quali qualita’ e tipologia di acqua, inquinanti e metalli. Nella maggior parte dei casi, l’acqua e’ in regola. A eccezione di Reggio Calabria, dove risulta non potabile per infiltrazioni di acqua di mare, nelle altre citta’ ”quello che scorre negli acquedotti e’ autentico oro blu”. E dunque, prosegue la ricerca, ”oligominerale, con il giusto calcio e adatta alle diete povere di sodio” sono qualita’ che valgono quasi sempre per l’acqua che sgorga dai rubinetti. La classifica di Altroconsumo evidenzia ad esempio situazioni di eccellenza per Potenza e Campobasso; situazione mediocre a Lecce e Ferrara. Risulta ottima l’acqua di Savona, Trento, Perugia, Frosinone, Roma, Ancona, Pescara, Campobasso, Salerno, Potenza, buona o accettabile quella degli altri capoluoghi.
Fonte: Altroconsumo