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	<title>Sportello Consumatori &#187; aumenti</title>
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		<title>Istat, inflazione al 4,2% su carrello spesa. Il paniere si allarga</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012, si era capito, è iniziato con aumenti su tutti i fronti. La conferma arriva oggi con le stime provvisorie dell’Istat: a gennaio il tasso di inflazione è stato del 3,2% (in leggero calo su dicembre), ma i prezzi del carrello della spesa, dal cibo ai carburanti, sono saliti del 4,2% su base annua. L’inflazione di fondo, calcolata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2012, si era capito, è iniziato con aumenti su tutti i fronti. La conferma arriva oggi con le stime provvisorie dell’Istat: a gennaio il tasso di inflazione è stato del 3,2% (in leggero calo su dicembre), ma i prezzi del carrello della spesa, dal cibo ai carburanti, sono saliti del 4,2% su base annua.</p>
<p><span></span></p>
<p>L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Su base tendenziale, il tasso di inflazione dei beni è stata del 3,9%, mentre a dicembre era del 3,8%; il tasso dei servizi è passato al 2,3%, dal +2,5% del mese precedente.</p>
<p><strong>Aumenti super per zucchero e caffè</strong>. Il caffè ha registrato +0,5% su dicembre e <strong>+16,5% rispetto a gennaio 2011</strong>. Lo zucchero è aumentato dello 0,3% rispetto a dicembre e del 15,9% su base annua.</p>
<p>Ma il record è dei carburanti: <strong>il prezzo della benzina è aumentato del 4,9% su dicembre e del 17,4% su base annua (dal 15,8% di dicembre). </strong>In forte rialzo anche <strong>il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto che ha segnato un rialzo congiunturale del 4,7% ed è cresciuto su base annua del 25,2% (in accelerazione dal 24,3% del mese precedente)</strong>.</p>
<p>Il 2012 ha anche un paniere dei prodotti per il calcolo dei prezzi al consumo più ricco: ci rientrano <strong>E-book reader, E-book download e Mediazione civile</strong>. Diventano quindi 1.398 i prodotti per il calcolo mensile dei prezzi al consumo, aggregati in 597 posizioni rappresentative.</p>
<p>L’<strong>Energia elettrica</strong> si calcolerà con i prezzi biorari: Tariffa bioraria fascia diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa. Tra i <strong>Computer</strong> desktop, rientra il nuovo prodotto <strong>“All-in-one”</strong>, e tra i Notebook il nuovo prodotto <strong>“Ultrabook”</strong>.</p>
<p>Novità si registrano anche nel segmento dei <strong>Giochi, lotterie e scommesse</strong>: nella posizione dei Concorsi pronostici, vengono inserite le <strong>“lotterie istantanee”, le “scommesse sportive” e i “giochi a base ippica”</strong>.</p>
<p>Nel calcolo dei prezzi, infine, si evidenzia <strong>un aumento del peso relativo delle divisioni di spesa Altri beni e servizi, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura, Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Trasporti e Istruzione</strong>. I cali più rilevanti riguardano, invece, le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute e Servizi ricettivi e di ristorazione.</p>
<p>Arrivano le prime reazioni ai dati Istat. Allarmante, secondo <strong>Federconsumatori e Adusbef</strong>, l’aumento dei prezzi del carrello della spesa; con questo livello di inflazione le famiglie dovranno far fronte a <strong>una stangata di 928 euro annui e, </strong>solo <strong>nel settore alimentare, di oltre 201 euro</strong>.</p>
<p>“Un andamento intollerabile se confrontato con le tendenze dei consumi, in continua contrazione persino nel settore alimentare. Questo <strong>andamento, in completa contraddizione con le normali logiche di mercato</strong>, che evidenzia perciò la presenza di <strong>evidenti speculazioni</strong>, non è l’unico elemento che “non torna”. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori i prezzi in pochi mesi hanno visto una crescita ben più consistente, anche sulla spinta del continuo aumento dei carburanti. <strong>L’inflazione rischia di avvicinarsi a fine anno tra il 4 e il 5%</strong>.</p>
<p>“La perdita del potere di acquisto delle famiglie, di questo passo, sarà enorme, e questo non potrà che determinare conseguenze negative sull’intera economia, a partire dal versante della produzione”. <strong>Le Associazioni chiedono al Governo di avviare controlli a tappeto</strong> su tutto il territorio per contrastare <strong>le intollerabili speculazioni</strong> che vanno avanti da tempo, concentrandosi soprattutto sui beni di largo consumo e sui carburanti ed accelerare i processi di liberalizzazione, rendendoli più incisivi.</p>
<p><strong>L’Adoc commenta il nuovo paniere, che finalmente si aggiorna alle tendenze e ai reali consumi degli italiani</strong>. “Finalmente entrano quei settori, come le lotterie istantanee e i farmaci di fascia C, finora ignorati e che rappresentavano una grossa fetta del consumo delle famiglie – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – è positivo che l’Istat abbia aggiornato il suo paniere adeguandolo alle reali e quotidiane spese degli italiani, soprattutto per quanto riguarda le scommesse sportive e le lotterie istantanee”.</p>
<p>“Ci auguriamo che attraverso l’applicazione corretta delle liberalizzazioni possano arrestarsi i continui rialzi inflattivi e che i consumi tornino a correre – aggiunge Pileri - <strong>Secondo le nostre stime che i prezzi al consumo dei beni di prima necessità, primi fra tutti benzina e alimentari potranno subire una riduzione pari al 7%</strong>; <strong>i prezzi degli altri beni di consumo delle famiglie potranno subire invece un calo dell’8%</strong>; i costi dei servizi finanziari, assicurativi, energetici e di trasporti potrebbero calare del 15%. Inoltre le famiglie potrebbero risparmiare fino ad una mensilità media di stipendio, una nuova “14esima” per gli italiani che potranno così tornare a respirare.”</p>
<p><strong>Il Codacons contesta il dato Istat sul prezzo dei carburanti</strong>. “Dati errati, dovuti al fatto che l’Istat, pur rilevando i prezzi dei carburanti 2 volte al mese, lo ha fatto il primo ed il decimo giorno di gennaio – sottolinea l’Associazione – <strong>Peccato che i prezzi abbiano proseguito la loro corsa per tutto il mese, fino al 31</strong>, raggiungendo il record di 1,770 euro al litro per la verde con servizio e 1,720 €/l per il diesel con servizio, contro un dato che al 10 gennaio era ancora ad 1,747 per la benzina e 1,705 per il diesel”. Rispetto all’aumento del carrello della spesa il Codacons chiede al Governo Monti di liberalizzare il settore del commercio, ripristinando i saldi liberi, eliminati per le pressioni lobbistiche di partiti e commercianti. Altrimenti le famiglie, già ridotte sul lastrico dalle manovre di risanamento che hanno fatto pagare a loro i guadagni degli speculatori finanziari, faranno definitivamente bancarotta.</p>
<p><!-- Social Buttons Generated by Digg Digg plugin v4.5.3.3,<br />
    Author : Yong Mook Kim<br />
    Website : http://www.diggdigg2u.com -->						</p>
<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39740">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39740 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Istat, inflazione al 4,2% su carrello spesa. Il paniere 2012 si allarga</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012, si era capito, è iniziato con aumenti su tutti i fronti. La conferma arriva oggi con le stime provvisorie dell’Istat: a gennaio il tasso di inflazione è stato del 3,2% (in leggero calo su dicembre), ma i prezzi del carrello della spesa, dal cibo ai carburanti, sono saliti del 4,2% su base annua. L’inflazione di fondo, calcolata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2012, si era capito, è iniziato con aumenti su tutti i fronti. La conferma arriva oggi con le stime provvisorie dell’Istat: a gennaio il tasso di inflazione è stato del 3,2% (in leggero calo su dicembre), ma i prezzi del carrello della spesa, dal cibo ai carburanti, sono saliti del 4,2% su base annua.</p>
<p><span></span></p>
<p>L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Su base tendenziale, il tasso di inflazione dei beni è stata del 3,9%, mentre a dicembre era del 3,8%; il tasso dei servizi è passato al 2,3%, dal +2,5% del mese precedente.</p>
<p><strong>Aumenti super per zucchero e caffè</strong>. Il caffè ha registrato +0,5% su dicembre e <strong>+16,5% rispetto a gennaio 2011</strong>. Lo zucchero è aumentato dello 0,3% rispetto a dicembre e del 15,9% su base annua.</p>
<p>Ma il record è dei carburanti: <strong>il prezzo della benzina è aumentato del 4,9% su dicembre e del 17,4% su base annua (dal 15,8% di dicembre). </strong>In forte rialzo anche <strong>il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto che ha segnato un rialzo congiunturale del 4,7% ed è cresciuto su base annua del 25,2% (in accelerazione dal 24,3% del mese precedente)</strong>.</p>
<p>Il 2012 ha anche un paniere dei prodotti per il calcolo dei prezzi al consumo più ricco: ci rientrano <strong>E-book reader, E-book download e Mediazione civile</strong>. Diventano quindi 1.398 i prodotti per il calcolo mensile dei prezzi al consumo, aggregati in 597 posizioni rappresentative.</p>
<p>L’<strong>Energia elettrica</strong> si calcolerà con i prezzi biorari: Tariffa bioraria fascia diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa. Tra i <strong>Computer</strong> desktop, rientra il nuovo prodotto <strong>“All-in-one”</strong>, e tra i Notebook il nuovo prodotto <strong>“Ultrabook”</strong>.</p>
<p>Novità si registrano anche nel segmento dei <strong>Giochi, lotterie e scommesse</strong>: nella posizione dei Concorsi pronostici, vengono inserite le <strong>“lotterie istantanee”, le “scommesse sportive” e i “giochi a base ippica”</strong>.</p>
<p>Nel calcolo dei prezzi, infine, si evidenzia <strong>un aumento del peso relativo delle divisioni di spesa Altri beni e servizi, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura, Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Trasporti e Istruzione</strong>. I cali più rilevanti riguardano, invece, le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute e Servizi ricettivi e di ristorazione.</p>
<p>Arrivano le prime reazioni ai dati Istat. Allarmante, secondo <strong>Federconsumatori e Adusbef</strong>, l’aumento dei prezzi del carrello della spesa; con questo livello di inflazione le famiglie dovranno far fronte a <strong>una stangata di 928 euro annui e, </strong>solo <strong>nel settore alimentare, di oltre 201 euro</strong>.</p>
<p>“Un andamento intollerabile se confrontato con le tendenze dei consumi, in continua contrazione persino nel settore alimentare. Questo <strong>andamento, in completa contraddizione con le normali logiche di mercato</strong>, che evidenzia perciò la presenza di <strong>evidenti speculazioni</strong>, non è l’unico elemento che “non torna”. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori i prezzi in pochi mesi hanno visto una crescita ben più consistente, anche sulla spinta del continuo aumento dei carburanti. <strong>L’inflazione rischia di avvicinarsi a fine anno tra il 4 e il 5%</strong>.</p>
<p>“La perdita del potere di acquisto delle famiglie, di questo passo, sarà enorme, e questo non potrà che determinare conseguenze negative sull’intera economia, a partire dal versante della produzione”. <strong>Le Associazioni chiedono al Governo di avviare controlli a tappeto</strong> su tutto il territorio per contrastare <strong>le intollerabili speculazioni</strong> che vanno avanti da tempo, concentrandosi soprattutto sui beni di largo consumo e sui carburanti ed accelerare i processi di liberalizzazione, rendendoli più incisivi.</p>
<p><strong>L’Adoc commenta il nuovo paniere, che finalmente si aggiorna alle tendenze e ai reali consumi degli italiani</strong>. “Finalmente entrano quei settori, come le lotterie istantanee e i farmaci di fascia C, finora ignorati e che rappresentavano una grossa fetta del consumo delle famiglie – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – è positivo che l’Istat abbia aggiornato il suo paniere adeguandolo alle reali e quotidiane spese degli italiani, soprattutto per quanto riguarda le scommesse sportive e le lotterie istantanee”.</p>
<p>“Ci auguriamo che attraverso l’applicazione corretta delle liberalizzazioni possano arrestarsi i continui rialzi inflattivi e che i consumi tornino a correre – aggiunge Pileri - <strong>Secondo le nostre stime che i prezzi al consumo dei beni di prima necessità, primi fra tutti benzina e alimentari potranno subire una riduzione pari al 7%</strong>; <strong>i prezzi degli altri beni di consumo delle famiglie potranno subire invece un calo dell’8%</strong>; i costi dei servizi finanziari, assicurativi, energetici e di trasporti potrebbero calare del 15%. Inoltre le famiglie potrebbero risparmiare fino ad una mensilità media di stipendio, una nuova “14esima” per gli italiani che potranno così tornare a respirare.”</p>
<p><strong>Il Codacons contesta il dato Istat sul prezzo dei carburanti</strong>. “Dati errati, dovuti al fatto che l’Istat, pur rilevando i prezzi dei carburanti 2 volte al mese, lo ha fatto il primo ed il decimo giorno di gennaio – sottolinea l’Associazione – <strong>Peccato che i prezzi abbiano proseguito la loro corsa per tutto il mese, fino al 31</strong>, raggiungendo il record di 1,770 euro al litro per la verde con servizio e 1,720 €/l per il diesel con servizio, contro un dato che al 10 gennaio era ancora ad 1,747 per la benzina e 1,705 per il diesel”. Rispetto all’aumento del carrello della spesa il Codacons chiede al Governo Monti di liberalizzare il settore del commercio, ripristinando i saldi liberi, eliminati per le pressioni lobbistiche di partiti e commercianti. Altrimenti le famiglie, già ridotte sul lastrico dalle manovre di risanamento che hanno fatto pagare a loro i guadagni degli speculatori finanziari, faranno definitivamente bancarotta.</p>
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    Author : Yong Mook Kim<br />
    Website : http://www.diggdigg2u.com -->						</p>
<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39740">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39740 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Benzina, nuovi rincari. Al Centro Italia è oltre 1,84 euro/litro</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benzina con punte da record e nuova raffica di rincari sui listini odierni. In alcune aree del Centro Italia, quelle che più risentono dell’aumento delle accise regionali, ormai la verde viaggia oltre 1,84 euro al litro. Secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it, “sembra davvero conclusa la lunga tregua che ha caratterizzato la rete carburanti, soprattutto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benzina con punte da record e nuova raffica di rincari sui listini odierni. In alcune aree del Centro Italia, quelle che più risentono dell’<a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=37833">aumento delle accise regionali</a>, ormai la verde viaggia oltre 1,84 euro al litro.<span></span><br />
Secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it, “sembra davvero conclusa la lunga tregua che ha caratterizzato la rete carburanti, soprattutto per quanto riguarda la benzina”. I prezzi della benzina verde registrano infatti una <strong>consistente raffica di rincari</strong>: Q8 segna +2 cent euro/litro, Tamoil aumenta di 1,5, TotalErg e Shell segnano +1, Eni +0,5 cent/litro. Sul territorio, evidenzia il monitoraggio, ci sono aumenti generalizzati per la benzina, con salti in avanti anche negli impianti no logo, mentre è stabile il diesel. <strong>Per la verde le punte massime ormai vanno oltre 1,84 euro/litro nel Centro Italia</strong>. A livello nazionale, evidenzia Quotidiano Energia, il prezzo medio della benzina in modalità servito va oggi dall’1,764 euro/litro degli impianti Eni all’1,778 di quelli IP (no-logo in salita a 1,689). Per il diesel si passa dall’1,715 euro/litro di IP all’1,723 di Shell e Tamoil (no-logo ferme a 1,610). Il Gpl è tra lo 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,757 di TotalErg (no-logo a 0,728).</p>
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    Author : Yong Mook Kim<br />
    Website : http://www.diggdigg2u.com -->						</p>
<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39488">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39488 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gas, quest’anno bolletta record</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bolletta del gas verso nuovi record. Quest’anno la spesa di una famiglia tipo sarà di 1276 euro, la più elevata dal 1996. Dal 2000 a oggi, l’aumento della spesa sul gas è stato di 446 euro. Rispetto al 2011 l’aumento tendenziale sarà di oltre 117 euro, pari al 10,2% in più rispetto alla bolletta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bolletta del gas verso nuovi record. Quest’anno la spesa di una famiglia tipo sarà di 1276 euro, la più elevata dal 1996. Dal 2000 a oggi, l’aumento della spesa sul gas è stato di 446 euro. Rispetto al 2011 l’aumento tendenziale sarà di oltre 117 euro, pari al 10,2% in più rispetto alla bolletta del gas dello scorso anno.<span></span><br />
Le stime sono del Creef – Centro ricerche economiche educazione e formazione di Federconsumatori e sono costruite, per il 2012, in base alle nuove tariffe dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. La spesa media annua è calcolata sulla base di un’utenza domestica con consumo di 1400 metri cubi di gas. Secondo i dati Federconsumatori, <strong>dal 1° gennaio 2010 a oggi la bolletta del gas registra aumenti record</strong> e “il rincaro che si prospetta nel primo trimestre 2012, pari a 32 euro, si aggiunge a quelli già registrati nel 2010 (+92 euro) e nel 2011 (+139 euro)”.</p>
<p>“Questo trend di aumenti ininterrotti, i cui effetti si percepiranno soprattutto in inverno, determinerà – spiega Federconsumatori – il superamento della spesa record del 2011, attestandosi quest’anno, secondo le previsioni del Creef, a <strong>1276 euro per una famiglia tipo con un consumo di 1.400 metri cubi</strong>”.</p>
<p>Si tratta della <strong>spesa più elevata dal dopoguerra</strong>. Nel 2010, la spesa media era di circa 1063 euro, in leggera flessione rispetto ai 1114 euro dell’anno precedente; è salita a 1158 euro nel 2011 e quest’anno, stima l’associazione, supererà i 1276 euro a famiglia. Nel 2000, la bolletta familiare del gas si fermava a 830 euro.</p>
<p>“Bene ha fatto il Governo per i clienti del mercato vincolato ad adottare nuovi criteri di adeguamento trimestrale delle tariffe legandoli ai prezzi reali spot del metano in Europa e sempre meno ai contratti “Take or pay” – afferma Federconsumatori – Valutiamo positivamente anche l’operazione di scorporo della rete Eni/Snam prevista dal Decreto sulle liberalizzazioni che consentirà un risparmio per le famiglie, ma non prima di 2 anni o 3 anni, quando cioè si inizieranno a percepirne gli effetti”.</p>
<p>Fra gli interventi considerati fondamentali, c’è la realizzazione di una reale <strong>concorrenza nel settore gas</strong>. Commenta Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori e Responsabile Creef: “Chiediamo al Governo l’adozione di alcune misure urgenti per bloccare l’ulteriore aumento delle bollette. Innanzitutto è necessario ridurre l’eccessiva imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato per il 37% portandolo progressivamente verso la media europea che è del 20%. Si potrebbe per esempio prevedere un meccanismo di sterilizzazione automatica dell’Iva legata al crescere del costo della materia prima. È gravissimo invece che il governo abbia aumento l’Iva dal 20% al 21% (e ulteriormente al 23% da settembre 2012), considerando il metano per il riscaldamento come “bene di lusso” al pari dell’acquisto di un gioiello. In ultimo il Governo dovrebbe abolire la cosiddetta tassa sulla tassa, ovvero l’assoggettamento all’Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali, ponendo magari la questione in sede comunitaria”.</p>
<p><!-- Social Buttons Generated by Digg Digg plugin v4.5.3.3,<br />
    Author : Yong Mook Kim<br />
    Website : http://www.diggdigg2u.com -->						</p>
<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39449">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39449 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Governo lavora a dl semplificazioni. Sigarette, prezzi su. Adoc boccia misure</title>
		<link>http://sportelloconsumatori.org/2012/01/25/governo-lavora-a-dl-semplificazioni-sigarette-prezzi-su-adoc-boccia-misure/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo sta lavorando a un pacchetto di semplificazioni che prevede l’eliminazione di 333 leggi dall’ordinamento italiano e che dovrebbe essere presentato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Le informazioni che circolano, e che riguardano una prima bozza del decreto, parlano di misure quali l’abolizione del divieto di circolazione dei tir nei giorni prefestivi o successivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo sta lavorando a un pacchetto di semplificazioni che prevede l’eliminazione di 333 leggi dall’ordinamento italiano e che dovrebbe essere presentato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Le informazioni che circolano, e che riguardano una prima bozza del decreto, parlano di misure quali l’abolizione del divieto di circolazione dei tir nei giorni prefestivi o successivi ai giorni festivi e della sperimentazione di una proroga della social card. Arriva anche (ma è contenuto in un emendamento al Milleproroghe) un ritocco al prezzo delle sigarette, a copertura del mancato aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi.<span></span><br />
Sono misure che, al solo annuncio, vengono bocciate dall’Adoc.  “<strong>Abolire il giorno di stop prefestivo per i tir</strong> è un atto di debolezza del Governo, che ha deciso di barattare la sicurezza stradale cedendo ai ricatti degli autotrasportatori che stanno bloccando il Paese – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’associazione – una decisione che non condividiamo, soprattutto perché in questo momento c’è ancora più bisogno di sicurezza sulle strade. Siamo stupiti, inoltre, dalla decisione di imporre una nuova tassazione, la terza nell’ultimo anno, sulle <strong>sigarette</strong>, dopo che lo stesso Governo aveva assicurato che non sarebbero più state introdotte nuove tasse a carico dei cittadini”. In un solo anno, denuncia l’associazione, <strong>il prezzo delle sigarette è già aumentato del 10% con rincari di 30 centesimi a pacchetto, mentre gli aumenti del tabacco trinciato hanno toccato anche il 15%</strong>.</p>
<p>Pollice verso per la <strong>social card</strong>. Sostiene l’Adoc: “Siamo contrari alla reintroduzione della social card, la cui prima esperienza fu un fallimento. È uno strumento di difficile utilizzo da parte delle persone con basso reddito, non abituate a mezzi tecnologici. Crediamo che sia più semplice prevedere buoni pasto al posto della social card, un mezzo sicuramente più fruibile e facilmente spendibile”.</p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39247">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39247 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sciopero tir, volano i prezzi. Zucchine come gioielli</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volano i prezzi di frutta e verdura. Sui banchi dei supermercati alcuni prodotti cominciano a scarseggiare, mentre per altri è boom dei prezzi. Si segnalano peperoni e melanzane a 3,10 euro al chilo, pomodori ciliegino a 5,45 euro al chilo. Nei mercati rionali di Roma le zucchine viaggiano a 5,50 euro al chilo mentre in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volano i prezzi di frutta e verdura. Sui banchi dei supermercati alcuni prodotti cominciano a scarseggiare, mentre per altri è boom dei prezzi. Si segnalano peperoni e melanzane a 3,10 euro al chilo, pomodori ciliegino a 5,45 euro al chilo. Nei mercati rionali di Roma le zucchine viaggiano a 5,50 euro al chilo mentre in molti supermercati le scorte scarseggiano.<span></span></p>
<p>Sui banchi della grande distribuzione<strong> cominciano a mancare arance, broccoli romaneschi, zucchine e melanzane, kiwi e clementine</strong>, perché si è interrotta la catena dell’approvvigionamento. Un po’ meglio va nei mercati rionali, dove sono gli stessi agricoltori a rifornire i banchi. Dopo l’avvio della protesta dei tir, la situazione sta migliorando sul versante della circolazione ma non su quella dei rifornimenti che cominciano a scarseggiare. Si segnalano<strong> speculazioni</strong> sui prezzi di frutta e verdura e su quello dei carburanti, con distributori che sono stati presi d’assalto dagli automobilisti spaventati dallo sciopero dei tir e da quello annunciato dei benzinai. Molti impianti hanno il carburante ormai esaurito o in via di esaurimento, mentre si registrano rincari speculative sui prezzi di benzina e diesel in alcuni distributori di benzina.</p>
<p>Continuano i presidi dei tir e se la situazione sta tornando alla normalità sul fronte della circolazione, si aggravano invece i disagi sulle scorte alimentari. Di speculazioni nei prezzi parlano sia gli agricoltori che i consumatori. Coldiretti denuncia che <strong>le scorte saranno ormai esaurite in due giorni</strong>, ma alcuni prodotti già mancano e l<strong>e verdure sono rincarate anche del 40%</strong>. <strong>Si rischia di buttare 50 mila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno</strong>, afferma l’associazione, che oggi sta distribuendo in diverse piazze frutta, verdura, uova e latte rimasti bloccati nelle aziende agricole e nei magazzini a causa dello sciopero degli autotrasportatori. Secondo un monitoraggio effettuato da Coldiretti nei mercati e supermercati di Roma, non si trovano più né zucchine né arance di Sicilia, la lattuga c’è solo in busta preconfezionata, di pomodori ce ne sono pochi e a prezzi esorbitanti con i datterini venduti addirittura a 8,7 euro al chilo. I danni al made in Italy agroalimentare ammontano ormai a 100 milioni di euro.</p>
<p>Gli <strong>aumenti dei prezzi raggiungono anche il 50%</strong>, denuncia il Codacons. “In tutto il paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – si stanno registrando aumenti anomali dei listini al dettaglio nel settore alimentare, specie per ortofrutta, pesce, latte e prodotti freschi, con incrementi dei prezzi che raggiungono addirittura quota +50%. Anche i carburanti stanno subendo forti variazioni al rialzo in numerosi impianti. Temiamo che alle criticità nei rifornimenti delle merci determinate dallo sciopero degli autotrasportatori, si stiano aggiungendo le speculazioni di chi, approfittando della situazione di caos, abbia deciso di aumentare ingiustificatamente i listini al dettaglio. Per tale motivo chiediamo alla Guardia di Finanza di intervenire attraverso controlli in tutta Italia tesi a sanzionare rincari speculativi di alimentari e carburanti”.</p>
<p>Adiconsum chiede di <strong>liberare le strade e di porre uno stop alle speculazioni</strong>. “Non sono tollerabili – ha detto il segretario generale dell’associazione Pietro Giordano – comportamenti ricattatori da parte di una minoranza priva di etica e di senso di responsabilità. Il diritto di sciopero è un diritto fondamentale, ma non può diventare un’arma contro la democrazia e il vivere civile di un Paese. Adiconsum – conclude Giordano – ha chiesto lo sgombero immediato di strade e autostrade e l’intervento della Guardia di Finanza e di Mr. Prezzi per colpire le speculazioni che stanno operando alcuni esercizi commerciali, sfruttando come sciacalli il blocco dei Tir”.</p>
<p>L’Unione Nazionale Consumatori di Roma e Lazio denuncia che da una indagine iniziata già prima dei blocchi autostradali, “in alcuni mercati rionali di Roma erano già emersi indizi ‘speculativi’ sui prezzi di frutta e verdura praticati da alcuni produttori locali e commercianti al dettaglio, con aumenti assai rilevanti rispetto ai prezzi degli stessi prodotti venduti all’ingrosso”.  Anche l’associazione sottolinea che il primo frutto del blocco dei tir sono rincari generalizzati con <strong>zucchine “battute” anche a 7 euro al chilo</strong>. Neanche fossero gioielli.</p>
<p> </p>
<p><em><strong>di Sabrina Bergamini</strong></em></p>
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		<title>Fondazione Consumo sostenibile chiede regole e controlli</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 19:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Monti deve proseguire con determinazione sulle liberalizzazioni attuando quello che per anni è stato solo predicato. E’ questo l’invito che arriva dalla Fondazione Consumo sostenibile, convinta che una maggiore concorrenza nei settori individuati, dall’energia ai carburanti, dal settore finanziario alle professioni, possa portare significativi benefici economici e un migliore servizio ai consumatori. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo Monti deve proseguire con determinazione sulle <strong>liberalizzazioni</strong> attuando quello che per anni è stato solo predicato. E’ questo l’invito che arriva dalla Fondazione Consumo sostenibile, convinta che una maggiore concorrenza nei settori individuati, dall’energia ai carburanti, dal settore finanziario alle professioni, possa portare significativi benefici economici e un migliore servizio ai consumatori. <span></span></p>
<p>Ma la <strong>liberalizzazione va accompagnata da regole e controlli</strong>, altrimenti si ottiene l’effetto contrario, come è successo per il settore RC Auto, dove le tariffe sono aumentate di tre volte il tasso di inflazione e le garanzie agli assicurati si sono ridotte. Nelle liberalizzazioni è insito il rischio di aumenti ingiustificati e di pratiche commerciali sleali; non bisogna quindi proclamare i risultati attesi, ma dotarsi di strumenti per ottenerli.</p>
<p>Sono quindi “indispensabili regole nuove, autorità di controllo e soprattutto – ricorda il Presidente della Fondazione Consumo sostenibile, Paolo Landi – si deve <strong>rafforzare l’azione collettiva risarcitoria</strong> (class action), per evitare che i risultati attesi restino sulla carta”. La class action, per essere efficace necessita di sostanziali modifiche alla normativa vigente, sia per quella rivolta al settore privato che per la pubblica amministrazione.</p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=38763">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=38763 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Inflazione record al 2,8%. Consumatori: preoccupante aumento del carrello spesa</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inflazione record per l’Italia: il tasso medio annuo per il 2011 è stato del 2,8%, in aumento dell’1,3% sul 2010. Si tratta del dato più alto dal 2008, quando l’inflazione toccò il 3,3%. Lo comunica l’Istat pubblicando i dati sul “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società” nel terzo trimestre del 2011. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inflazione record per l’Italia: il tasso medio annuo per il 2011 è stato del 2,8%, in aumento dell’1,3% sul 2010. Si tratta del dato più alto dal 2008, quando l’inflazione toccò il 3,3%. <span id="more-38648"></span></p>
<p>Lo comunica l’Istat pubblicando i dati sul “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società” nel terzo trimestre del 2011. <strong>A salire sono tutti i prezzi dei prodotti da carrello della spesa degli italiani</strong>. I prezzi dei prodotti più acquistati sono <strong>aumentati in media del 3,5%</strong>, mentre nel 2010 l’aumento è stato del 2%.</p>
<p>L’Istat spiega che sull’aumento dell’inflazione hanno influito anche i provvedimenti previsti dalla manovra fiscale di settembre, in particolare, il <strong>rialzo dell’Iva ordinaria dal 20% al 21%</strong>. Per non parlare degli aumenti delle <strong>quotazioni internazionali energetiche</strong> che hanno prodotto un sensibile rialzo dei prezzi dei trasporti. Anche il settore abitazione, con acqua, elettricità e combustibili, ha risentito degli effetti degli aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche: in questo caso il tasso di inflazione è schizzato dal 3,1% del quarto trimestre 2010 al 6,2% del quarto trimestre 2011.</p>
<p>Si stima che, nel complesso, <strong>il rialzo dei prezzi dei beni energetici con un tasso di variazione media annua dell’11,3%</strong>, abbia contribuito a determinare quasi un terzo del tasso di inflazione medio anno. In particolare il prezzo della <strong>benzina a dicembre 2011 ha registrato un aumento dell’1,9% sul mese precedente</strong>. Il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto è aumentato del 5,6% sul mese precedente e del 24,3% su base annua. Anche alcuni prodotti alimentari, bevande alcoliche e analcoliche e tabacchi hanno registrato elevati aumenti dei prezzi.</p>
<p><strong>Sono dati drammatici, secondo Federconsumatori e Adusbef</strong> che puntano il dito contro il preoccupante aumento dei prezzi dei prodotti di largo consumo, quelli appartenenti al cosiddetto “carrello della spesa”, i cui costi sono aumentati mediamente del 3,5%. Questo vuol dire <strong>una ricaduta, solo nel settore alimentare, di circa 175 euro</strong> rispetto alla spesa media annua; ma se si considera la spesa complessiva <strong>la batosta diventa di 1.032 euro a famiglia</strong>. Livelli che non si raggiungevano da anni e che appaiono addirittura sottostimati rispetto a quelli dell’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori.</p>
<p>“È inconcepibile che, a fronte della fortissima caduta dei consumi che si registra da anni, i prezzi continuino a crescere in questo modo. È evidente che le volontà speculative hanno superano ormai ogni limite – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Il Governo deve fare qualcosa per bloccare immediatamente questi comportamenti. Anche <strong>disponendo un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe</strong>. Se non si interviene al più presto in tal senso nel 2012 andrà decisamente peggio, l’aumento di prezzi e tariffe si prospetta già di oltre 2.103 euro a famiglia. Il tasso di inflazione rischia di situarsi tra il 4 e il 5%. La perdita del potere di acquisto delle famiglie sarà enorme, e questo non potrà che determinare conseguenze negative sull’intera economia, a partire dal versante della produzione”.</p>
<p>Le Associazioni chiedono al Governo di <strong>avviare controlli a tappeto su tutto il territorio per contrastare le intollerabili speculazioni</strong> che vanno avanti da tempo, concentrandosi soprattutto sui beni di largo consumo e sui carburanti, e accelerando i processi di liberalizzazione.</p>
<p><strong>Secondo un’indagine Coldiretti/Swg il 61% degli italiani nel 2011 ha modificato i propri comportamenti di acquisto</strong> confrontando con più attenzione i prezzi nel momento di riempire il carrello della spesa. Molta più gente è andata alla ricerca delle offerte 3 x 2 e <strong>il tempo trascorso a fare la spesa si è allungato parecchio per il 55% degli italiani</strong>. Il 57% ha <strong>ridotto lo spreco di cibo</strong> per effetto della crisi e di questi il 47% lo ha fatto facendo la spesa in modo più oculato, il 31% riducendo le dosi acquistate, il 24% utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18% guardando con più attenzione alla data di scadenza. “Si tratta – sostiene la Coldiretti – di una tendenza positiva in un Paese come l’Italia dove a causa degli sprechi dal campo alla tavola viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate per un valore stimato in 37 miliardi”. </p>
<p>“Complessivamente – secondo la Coldiretti – <strong>la spesa per alimentari insieme a quella per per trasporti, combustibili ed energia elettrica rappresentano oltre il 40% delle spese familiari</strong>. Per effetto dell’aumento record dei prezzi, la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato nel 2011 quella per gli alimentari. “Un cambiamento che – precisa la Coldiretti – riflette l’andamento dei prezzi sul mercato dove un litro di gasolio costa più di un litro di latte o di un chilo di pasta. Bisogna evitare il rischio reale che le famiglie italiane per far fronte ai rincari energetici in un momento di crisi siano costrette a risparmiare con l’acquisto di cibo a basso prezzo, a cui può corrispondere anche bassa qualità e rischi per la salute”.</p>
<p> </p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=38648">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=38648 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Pendolari, Moretti a l’Espresso: nuovi treni e tariffe su. Adoc contesta</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Bisogna comprare altri treni”. È quanto ha detto l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti in un’intervita a L’Espresso in edicola oggi. Moretti riconosce che il problema dei pendolari esiste eccome, soprattutto nelle aree metropolitane delle grandi città, dove “l’offerta è inferiore alla domanda del 30-50 per cento”, con notevoli problemi di affollamento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Bisogna comprare altri treni”. È quanto ha detto l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti in un’intervita a <a href="http://espresso.repubblica.it/" target="_blank">L’Espresso</a> in edicola oggi. <span></span>Moretti riconosce che il problema dei <strong>pendolari</strong> esiste eccome, soprattutto nelle aree metropolitane delle grandi città, dove “<strong>l’offerta è inferiore alla domanda del 30-50 per cento</strong>”, con notevoli problemi di affollamento e di igiene. Rivendica che il servizio può migliorare se arrivano più contributi dallo Stato e se aumenta l’incasso per passeggero a chilometro. I 2 miliardi del 2011 arrivati a Ferrovie da Stato e Regioni non bastano.</p>
<p>La ricetta dell’ad comprende un<strong> intervento sulle tariffe</strong>, che sono più basse rispetto ad altri paesi europei. Afferma Moretti: “Le tariffe, fissate dalle Regioni e non dalle Ferrovie, da noi sono molto più basse che altrove. E se aumentano succede un putiferio. Si badi bene: aumentare anche tanto, diciamo del 10 per cento, quando la differenza è del 300 per cento, non produce quasi alcun effetto strutturale”.</p>
<p><strong>Dice all’Espresso Mauro Moretti</strong>: “<strong>Le tariffe devono arrivare ai livelli minimi europei e l’incremento non deve essere lasciato solo al pendolare</strong>: in Europa ci sono tanti casi di imprese che contribuiscono per i loro lavoratori a fronte di sgravi contributivi. Basterebbe portare la <strong>remunerazione del trasporto su rotaia</strong> al livello di quello su gomma: da 12,9 a 17,2 centesimi per passeggero-chilometro. Con quei centesimi in più potremmo raddoppiare il piano investimenti, da 2 a 4 miliardi. Non si può fare in un anno, forse, ma programmarlo in tre o quattro sì”.</p>
<p>L’intervista ha suscitato immediate polemiche già ieri, quando è stata anticipata sui media. L’<strong>Adoc</strong> ha subito contestato la prospettiva di aumenti tariffari a monte dell’acquisto di nuovi treni. “I pendolari hanno bisogno innanzitutto di <strong>un servizio migliore</strong>, efficiente e in linea con gli standard qualitativi internazionali”, afferma l’associazione.</p>
<p>Commenta il presidente dell’Adoc Carlo Pileri: “Il sogno di Moretti è il nostro incubo, <strong>comprare treni nuovi per i pendolari, facendo ricadere su questi ultimi la maggior parte della spesa ipotizzando rialzi delle tariffe</strong>, è assurdo. I problemi dei pendolari non si risolvono acquistando mezzi nuovi ma migliorando l’attuale scadente servizio di trasporto, rendendolo più efficiente e garantito, con treni che partono e arrivano in orario, con carrozze pulite e servizi utilizzabili, in linea con gli standard qualitativi internazionali. L’esatto contrario della situazione odierna, i pendolari ogni giorno vivono l’inferno sui treni, considerati come l’ultima ruota del carro”.</p>
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		<title>Benzina, nuovo record a 1,747 euro/litro</title>
		<link>http://sportelloconsumatori.org/2012/01/09/benzina-nuovo-record-a-1747-eurolitro/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 12:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo record per il prezzo della benzina che ormai sfiora 1,75 euro al litro, mentre il diesel è sopra 1,7 euro al litro e vanno su anche le no-logo. Il fine settimana dell’Epifania è stato caratterizzato da una raffica di aumenti.Come evidenzia il monitoraggio di quotidianoenergia.it, i prezzi praticati registrano aumenti significativi per tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo record per il prezzo della benzina che ormai sfiora 1,75 euro al litro, mentre il diesel è sopra 1,7 euro al litro e vanno su anche le no-logo. Il fine settimana dell’Epifania è stato caratterizzato da una raffica di aumenti.<span></span>Come evidenzia il monitoraggio di quotidianoenergia.it, i prezzi praticati registrano<strong> aumenti significativi per tutti i brand più noti</strong> e anche per gli impianti no-logo. Oggi <strong>la benzina tocca il nuovo picco di 1,747 euro/litro</strong> nella media nazionale e di <strong>1,813 euro/litro in alcuni impianti del Centro Itali</strong>a, mentre <strong>il diesel arriva rispettivamente a quota 1,707 euro/litro e 1,733 euro/litro al Sud</strong>.</p>
<p>A partire dal 6 gennaio, ritocchi al rialzo ci sono stati per tutte le compagnie. La rilevazione di quotidianoenergia.it mette in evidenza che il prezzo medio della benzina (in modalità servito) va oggi da 1,741 euro/litro degli impianti IP a 1,747 di quelli Q8 (no-logo a 1,668). Per il diesel si passa da 1,699 euro/litro di Eni a 1,707 di Shell e Tamoil (no-logo a 1,621). Il Gpl è tra gli 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,725).</p>
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    Author : Yong Mook Kim<br />
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=38225">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=38225 ) </a></p>]]></content:encoded>
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