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	<title>Sportello Consumatori &#187; bambini</title>
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		<title>Internet, dialogo genitori-figli? Assente nel 13% dei casi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa fanno i nostri figli quando sono al computer? E’ questa la domanda del secolo, un secondo dove tutti sono costantemente connessi ad Internet. L’attenzione è rivolta verso i più piccoli che si trovano di fronte un mezzo dalle potenzialità infinite. Potenzialità che nascondono però dei rischi e la paura per i genitori è quella di non essere all’altezza dei ”pericoli digitali”.    Per accendere i riflettori su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Cosa fanno i nostri figli quando sono al computer? E’ questa la domanda del secolo, un secondo dove tutti sono costantemente connessi ad Internet. L’attenzione è rivolta verso i più piccoli che si trovano di fronte un mezzo dalle potenzialità infinite. Potenzialità che nascondono però dei rischi e la paura per i genitori è quella di non essere all’altezza dei ”pericoli digitali”.   </p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center">Per accendere i riflettori su questa realtà, cercando di fornire un supporto ai genitori (nel ruolo di controllori), aumentando la consapevolezza dei figli, è nato il <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39868">Safer Internet Day</a>: una giornata europea di sensibilizzazione alla sicurezza della rete. Oggi, 7 febbraio, si celebra la nona edizione del Safer Internet Day e la tematica è appunto il rapporto tra le diverse generazioni: “Insieme. Più connessi. Più sicuri”. </p>
<p align="center">I genitori riescono davvero ad affrontare le problematiche legate all’utilizzo di internet da parte dei figli, o ci sono alcune zone d’ombra? E com’è il dialogo tra genitori e figli rispetto ad Internet? Sono queste alcune delle domande poste dall’ultima <strong>ricerca condotta da EU Kids Online</strong>: <strong>il 63% dei genitori italiani dichiara di “agire in maniera positiva”</strong> suggerendo ai propri figli come comportarsi con i propri contatti on line, parlando delle situazioni che possono turbarli (56%) o di quelle che già li hanno infastiditi (26%), ma <strong>il 39% dei ragazzi non tiene quasi mai conto dei loro consigli</strong> quando naviga su Internet (l’8% li ignora completamente). Inoltre <strong>il 13% di padri e madri italiani non dialoga per niente con i figli rispetto a ciò che fanno in rete</strong>. Esiste, dunque, un grosso divario tra i comportamenti effettivi on line dei ragazzi e la percezione che ne hanno i genitori.</p>
<p align="center"><strong>La maggior parte dei genitori si considera “sicura e capace” di aiutare i propri figli</strong> nel caso in cui questi si imbattano i situazioni spiacevoli in rete e i genitori dimostrano una discreta fiducia nelle capacità di autodifesa dei ragazzi (70% in Italia). Ma questa consapevolezza è in qualche modo condizionata, poiché <strong>il 54% dei genitori va a controllare comunque ex post i percorsi di navigazione dei propri ragazzi</strong>.</p>
<p align="center"><strong>L’82% dei genitori italiani </strong>(percentuale più alta del 10% rispetto alla media europea) <strong>ritiene “altamente improbabile” che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli</strong> nei 6 mesi successivi all’indagine, che è stata realizzata con interviste a un campione di 25.142 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni, fruitori di Internet, e altrettanti genitori (uno per ragazzo), tra la primavera e l’estate del 2010 in 25 paesi europei compresa l’Italia.</p>
<p align="center">Invece <strong>le situazioni spiacevoli ci sono, eccome</strong>: dalla ricerca “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” realizzata da Ipsos nel 2011 emerge che <strong>un ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale</strong>, il 32% dei teen ager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, <strong>il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web</strong>.</p>
<p align="center">Per far fronte a questa situazione e garantire un uso sicuro di Internet da parte dei minori in Italia <strong>è nata un’alleanza tra 50 associazioni, aziende, istituzioni</strong>. Alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini è stata presentata l’agenda strategica del comitato “Giovani on line”, coordinato da Save the Children e Adiconsum. Il messaggio della Giornata è stato diffuso attraverso <strong>uno spot  di un minuto che</strong> mostra in chiave ironica il rapporto tra genitori e figli quando si parla di internet, con un intervistatore che rivolge in parallelo la stessa domanda a genitore e figlio, come in un ipotetico quiz show tutto dedicato al web. Le risposte date dal genitore e dal figlio sono sempre diverse, a sottolineare la distanza tra l’uno e l’altro.</p>
<p align="center">“Internet è un luogo irrinunciabile della quotidianità dei ragazzi, dove sperimentano l’amicizia, le relazioni sociali, le informazioni e in qualche modo anche la sessualità, esponendosi però a gravi e reali rischi - commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia - I genitori non possono essere lasciati da soli a fronteggiare una situazione che presenta forti elementi di rischio. E’ anche per questo motivo che, di intesa con Adiconsum, abbiamo dato vita ad un <strong>comitato  che riunisce 50 organizzazioni, tra cui istituzioni, società scientifiche, media, e le più importanti industrie ICT (Information and Communication Technologies) e di telefonia mobile</strong>. E’ un segnale importante per il nostro paese  il fatto che intorno allo stesso tavolo siedano per la prima volta organizzazioni di tutela dell’infanzia come Save the Children e colossi dell’informatica come Google o Facebook, con l’intento comune di definire regole e prassi per garantire una maggiore tutela dei minori on line.”</p>
<p>“Quest’anno il tema del Safer Internet Day è Connecting generation cioè <strong>la comunicazione fra genitori e figli ma più in generale fra il mondo adulto e quello degli adolescenti e dei bambini  rispetto all’uso di Internet</strong> e alle opportunità e rischi che presenta – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - E’ fondamentale alimentare questa comunicazione e il dialogo dei genitori con i figli su ciò che fanno online, cioè stimolare quella che gli esperti chiamano mediazione attiva dell’uso – sicuramente la più efficace a rendere consapevoli i ragazzi sulle potenzialità ma anche i limiti della rete e dei nuovi media ed ad essere attrezzati laddove si imbattessero in situazioni rischiose. Adiconsum insieme a Save the Children opera da anni per promuovere un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie stimolando il dialogo e la comunicazione fra minori e adulti”.</p>
<p>“Nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti online, per questo <strong>la realizzazione di un ambiente sicuro per i minori non può che essere una responsabilità condivisa</strong> . ha detto Angela Nava, Portavoce del Comitato Consultivo del Centro Giovani online – Da questo assunto è nato l’anno scorso il Comitato Consultivo. Una grande sfida perché ben 50 organizzazioni non profit e profit, che condividono i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, hanno deciso di lavorare insieme e hanno redatto un’Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori”.</p>
<p><strong>Il Comitato lavorerà</strong> affinché: il tema della tutela online degli utenti più giovani occupi un posto centrale nel dibattito pubblico; agli aspetti legati alla tutela giuridica, si affianchino riflessioni e prospettive educative, rivolte a tutti gli attori coinvolti; i genitori e gli insegnanti siano adeguatamente sensibilizzati e o formati sul tema della tutela online in modo da poter comunicare e interagire su questi temi con i loro figli e studenti; i diretti protagonisti, bambini e adolescenti, possano beneficiare di una maggiore consapevolezza nell’utilizzo sicuro e positivo dei Nuovi Media e sia possibile garantire loro il diritto a prendere parte ai processi decisionali in merito.</p>
<p><strong>Il Safer Internet Day è anche nelle scuole</strong>, sono oltre 1.200 quelle che, su invito del Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno deciso di aderire alla Giornata organizzando iniziative di confronto e di sensibilizzazione con i ragazzi. </p>
<p> </p>
<p> </p>
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    Author : Yong Mook Kim<br />
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39932">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39932 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Maltempo, ancora disagi. Si inasprisce la polemica</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:51:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Italia è ancora nella morsa del maltempo; neve e ghiaccio ricoprono gran parte del Paese. Il finesettimana appena passato ha visto enormi disagi alla circolazione ferroviaria e stradale, urbana ed extraurbana; interi Comuni isolati, senza corrente elettrica e senza acqua, per giornate intere. Una decina di morti. Non si placa la polemica. Continuano le accuse contro Trenitalia, per come ha gestito una situazione “prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è ancora nella morsa del maltempo; neve e ghiaccio ricoprono gran parte del Paese. Il finesettimana appena passato ha visto enormi disagi alla circolazione ferroviaria e stradale, urbana ed extraurbana; interi Comuni isolati, senza corrente elettrica e senza acqua, per giornate intere. Una decina di morti.<span></span></p>
<p><strong>Non si placa la polemica</strong>. Continuano le <strong>accuse contro Trenitalia</strong>, per come ha gestito una situazione “prevista e prevedibile” e per come sta affrontando il “capitolo rimborsi”. Ma si assiste anche ad uno <strong>scontro tra istituzioni che si scaricano la responsabilità a vicenda</strong>.</p>
<p>Spicca il pesante botta e risposta <strong>tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli</strong>: il primo accusa Gabrielli di non aver fornito informazioni adeguate alla gravità della situazione.</p>
<p><strong>L’Aduc chiede al presidente del Consiglio Mario Monti di nominare un commissario ad acta per l’attuazione del Piano Neve nel comune di Roma</strong>. “Non è pensabile che la capitale d’Italia sia bloccata da qualche cm di neve – scrive l’Associazione - L’incapacità della amministrazione capitolina di far fronte ad una emergenza limitata ha dell’incredibile. Su Roma non si è abbattuto uno tsunami nè è stata coinvolta in un terremoto o investita da bufere polari. E’ solo caduta un po’ di neve. Tutto qui. L’intervento del commissario ad acta – dichiara il segretario dell’Aduc Primo Mastrantoni – può restituire alla capitale d’Italia quel minimo di funzionalità che è mancata in questi giorni”.</p>
<p><strong>L’Adoc ha presentato un esposto alla Procura contro il comune di Roma</strong> per non aver messo in atto tutte le misure necessarie ad evitare i gravissimi disagi alla popolazione romana, provocando di conseguenza l’interruzione dei pubblici servizi di trasporto. Oltre <strong>200 mila persone abbandonate in auto su strade non preparate</strong> con sale o sgombrate dagli spazzaneve, senza vigili a regolare il traffico o a dare indicazione sui percorsi alternativi, col sistema d’informazione con i cartelloni luminosi non aggiornati, senza aver dato disposizioni per lo sgombero dei marciapiedi dalla neve, che si trasforma in ghiaccio impedendo ai pedoni di camminare sicuri, con il sistema di bus, taxi, ferrovie urbane bloccato o semi bloccato. </p>
<p>“Non ultimo – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – riteniamo assolutamente incomprensibile l’accusa di Alemanno alle previsioni sbagliate. Già era successo lo scorso autunno, il teatrino si ripete. E i romani sono stanchi di essere presi in giro.” L’Adoc ritiene responsabile il Comune per tutti i danni fisici causati ai cittadini per cadute o incidenti di auto e moto, anche per questa ragione sarà importante la decisione della procura al fine di chiedere i risarcimenti, per i quali i legali di Adoc sono a disposizione. <strong>L’Associazione sottolinea anche l’incapacità di Anas di intervenire adeguatamente sul Raccordo e sulla Roma-Fiumicino</strong>. Non hanno effettuato interventi nè per spalare la neve nè per soccorrere le vetture bloccate. “Chiediamo un incontro con Anas al fine di prevedere dei risarcimenti – continua Pileri – ad ogni modo va rimborsato il carro attrezzi pagato di propria tasca dai romani”.</p>
<p>Riccardo Libbi, Coordinatore Regionale del Lazio dell’Unione Nazionale Consumatori ricorda la situazione in cui versano altri Comuni del Lazio, come Manziana dove ormai da 6 giorni più di 7.000 persone sono senz’acqua e l’unico rifornimento idrico, per uso non alimentare, avviene mediante autobotti dei Vigili del Fuoco nella piazza centrale cittadina invasa dalla neve e dal ghiaccio: <strong>l’Unione Nazionale Consumatori del Lazio, a cui si sono rivolte tante famiglie con bambini piccoli e cittadini furiosi per la mancanza di acqua e di riscaldamento domestico, sta valutando azioni legali</strong> per l’accertamento di eventuali responsabilità per l’interruzione della fornitura di un servizio di prima necessità,  con conseguente risarcimento dei danni.</p>
<p>“E’ auspicabile – conclude Riccardo Libbi –  che, al di là di come andrà a finire la diatriba sui millimetri o centimetri di neve preannunciata, per il futuro, sia che si tratti di allerta neve sia che si tratti di emergenze collegate ad altri eventi “straordinari”,  il Sindaco di Roma e il Presidente della Regione Lazio scelgano di “fare rete” nell’interesse generale della collettività anziché dilungarsi in inutili protagonismi televisivi, adottando anche accorgimenti semplici e di buon senso come, ad esempio, la consultazione, da parte degli uffici di staff, di più bollettini meteo peraltro disponibili su svariati siti internet e l’introduzione della dotazione obbligatoria per i taxi delle catene da neve, acquistabili ad un prezzo medio di 15 euro”. <strong>I cittadini che nei giorni scorsi hanno subito danni o gravi disservizi</strong> (es. caduta albero sull’autovettura, fratture causate dal ghiaccio, speculazione sui prezzi, ecc.), <strong>possono inviare una mail all’UNC Lazio</strong> all’indirizzo info@consumatori.info per l’eventuale azione collettiva per il risarcimento dei danni.</p>
<p><strong>Un weekend di fuoco è stato quello vissuto da cittadini italiani e stranieri che si sono dovuti  mettere in viaggio</strong>. ”Una ulteriore prova della totale inadeguatezza di Trenitalia nel gestire una situazione prevista e prevedibile – commenta Antonio Gaudioso, vice segretario generale di Cittadinanzattiva, riferendosi in particolare all’odissea vissuta nelle stazioni Termini e Ostiense di Roma da centinaia di cittadini lasciati senza alcuna informazione. “Non si può addebitare alla neve <strong>la totale mancanza di presenza fisica del personale dell’azienda e l’assenza di qualsiasi informazione per i cittadini</strong>. E’ evidente che il piano per la gestione delle emergenze da parte delle Ferrovie è totalmente inadeguato. Sabato mattina c’è stato il blocco del Leonardo express che collega la stazione Termini con l’aeroporto di Fiumicino e, al binario normalmente utilizzato per il collegamento non c’era nessun delegato di Trenitalia; i cittadini sono stati costretti a rivolgersi ai chioschi delle bibite per avere indicazioni.</p>
<p>Polemiche su come sono state date le informazioni di ritardi o cancellazioni di treni: messaggi registrati solo in italiano o nessuna informazione. Centinaia di persone hanno perso voli o hanno avuto rovinate le vacanze. L’unica nota positiva sembra essere quella che riguarda Alitalia che sta rinviando i passeggeri che hanno perso i propri voli sui voli successivi provando a limitare i disagi e la legittima rabbia dei passeggeri.</p>
<p><strong>Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio</strong> (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) <strong>ha presentato un esposto contro Trenitalia per i gravi danni e disagi subiti dagli oltre 100 passeggeri del treno Roma-Pescara, che sabato scorso è rimasto fermo per 17 ore alla stazione di Tivoli</strong>. “E’ assurdo che basti una nevicata per far rimanere bloccati oltre 100 passeggeri su un treno a breve percorrenza per oltre 17 ore – dichiarano i Presidenti delle 4 Associazioni – per questo, come Casper, abbiamo presentato un esposto contro Trenitalia e cominciato la raccolta di adesioni per la richiesta di un risarcimento per i gravissimi disagi subiti. Ricordiamo che nel passato, per un ritardo superiore a 8 ore, Trenitalia ha riconosciuto un risarcimento di 800 euro ai passeggeri coinvolti. Come minimo ci aspettiamo lo stesso trattamento ma, dato il ritardo assurdo e incomprensibile, crediamo sia opportuno prevedere un risarcimento più congruo”.</p>
<p>Su questo caso <strong>Trenitalia precisa che  i passeggeri del treno hanno trascorso “le 2 notti in albergo e non a bordo del convoglio”</strong>. “Il treno su cui viaggiavano si era fermato a Tivoli perché la linea ferroviaria, così come l’autostrada, era bloccata per alberi e neve sui binari”. Trenitalia precisa inoltre che “ai viaggiatori era stato offerto di tornare a Roma in attesa della riapertura della linea ferroviaria. Offerta che è stata rifiutata”. </p>
<p>Sul fronte dei risarcimenti (Trenitalia fa sapere che il termine per la presentazione delle domande è il 31 marzo 2012) in redazione stanno giungendo segnalazioni di cittadini che denunciano l’impossibilità di inviare mail a Trenitalia poiché “la loro casella di posta è piena e non riceve i messaggi di richiesta rimborso e rifiuta anche altri tentativi di consegna”. <strong>“Come faccio a chiedere il rimborso? – si chiedono gli utenti – Dovrò fare io i tentativi ripetutamente per giorni?”</strong></p>
<p>Nell’ultimo <strong>aggiornamento di Trenitalia si legge che tutte le principali linee ferroviarie sono aperte</strong>. L’offerta commerciale è stata rimodulata, con una riduzione dei treni secondo il Piano Neve. Dalla mezzanotte sono circa 3.400 i convogli di Trenitalia che hanno regolarmente circolato sulla rete italiana.  Sono ancora chiuse le linee secondarie Roccasecca – Avezzano, Attigliano – Orte, Terni – Sulmona nella tratta Antrodoco – L’Aquila, Avellino – Mercato – San Severino, Benevento – Boscoredole. Nessun convoglio è fermo per cause riconducibili alla situazione meteo. Dalle 13.25 risulta invece occupata da manifestanti la stazione di Napoli Centrale; la circolazione in ingresso e uscita dalla stazione è al momento sospesa. <strong></strong></p>
</p>
<p><strong>Infine, l’allarme di Coldiretti riguarda le 100.000 tonnellate di cibo che per colpa di neve e ghiaccio sulle strade non sono state consegnate</strong>: è possibile che in questi giorni, sugli scaffali dei supermercati, manchino prodotti freschi come verdura, uova e latte fresco ma anche altri generi alimentari. ”I mercati generali sono bloccati o lavorano a rilento mentre in molti casi si segnalano – sottolinea la Coldiretti – nei piccoli e grandi centri corse all’accaparramento di prodotti alimentari da parte dei cittadini che mandano in tilt le scorte disponibili. La situazione peggiore è per le produzioni importate dall’estero che devono affrontare lunghi viaggi sulle strade mentre i rifornimenti sono piu’ garantiti – continua la Coldiretti – nei mercati rionali o in quelli di vendita diretta degli agricoltori di campagna amica che vengono riforniti con mezzi piu’ piccoli ed esclusivamente con produzioni locali che non devono subire lunghi trasporti. Se le condizioni della circolazione non ritorneranno presto alla normalità – continua la Coldiretti – l’esperienza insegna che è in agguato purtroppo  il pericolo di speculazione nei prezzi.</p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39806">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39806 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Costa Concordia, attenzione ai bambini: più esposti a disturbi di natura psichica</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:50:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[S’è detto e si è scritto di tutto sul naufragio della Concordia: responsabilità del comandante e relativo – immancabile – risvolto “rosa”. Poi tutta la polemica relativa al risarcimento con 15 associazioni che hanno aderito all’accordo con Costa Crociere e le altre che, invece, ritengono che 14 mila euro siano “elemosina rispetto al danno patito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S’è detto e si è scritto di tutto sul naufragio della Concordia: responsabilità del comandante e relativo – immancabile – risvolto “rosa”. Poi tutta la polemica relativa al risarcimento con<a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39351" target="_blank"> 15 associazioni che hanno aderito all’accordo con Costa Crociere </a>e le altre che, invece, ritengono che <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39623" target="_blank">14 mila euro siano “elemosina rispetto al danno patito dai naufraghi”. </a>Tutto vero. Però nessuno fino ad adesso ha puntato la sua attenzione sul dramma che hanno vissuto i bambini che erano a bordo di quella nave da sogno.<span></span> In molti, intervistati nei vari talk show televisivi che si stanno occupando del caso, hanno detto che in quei frangenti “mentre gli adulti urlavano, i bambini erano muti”. E dopo?</p>
<p>Secondo dottor<strong> Roberto Alessi di Grosseto, consulente medico di Confconsumatori</strong>, “<em>un tale evento nell’età evolutiva (4-13 anni) ha una incidenza più grave e può dar vita, con alta probabilità, a fenomeni noti come <strong>“disturbo da stress post traumatico”, che possono comparire anche a distanza di settimane o alcuni mesi</strong>. Il disturbo si manifesta con persistenti difficoltà nel ritmo sonno-veglia, nella capacità di concentrazione e, talvolta, anche nella gestione dei rapporti interpersonali. <strong>Tale patologia è di difficile trattamento, può persistere per molti anni</strong>, innescando importanti disturbi ansiosi anche nell’età adulta. L’evento traumatico rimane impresso nella psiche del bambino come un punto di riferimento minaccioso e inamovibile, e può condizionare il normale sviluppo psichico della persona</em>”.<em></em></p>
<p>Cosa possono fare le famiglie di questi piccoli? Il dottor Alessi raccomanda “<em>qualora si manifestino disturbi di questo genere nel comportamento dei figli, è bene farli <strong>visitare dal proprio pediatra ed eventualmente da esperti neuropsichiatri per l’infanzia</strong></em>”.</p>
<p>L’impossibilità di quantificare nell’immediato il danno psicologico subito, è una delle ragioni che hanno spinto Confconsumatori a ritenere che sia ancora <strong>presto per quantificare il danno complessivo effettivamente patito, del quale chiedere il risarcimento</strong> in quanto diretta conseguenza del turbamento psicofisico subito dai viaggiatori.</p>
<p>Intanto, oggi sono riprese le operazioni di <strong>svuotamento del carburante</strong>:  condizioni meteo marine permettendo, una giornata di lavoro per terminare le operazioni preliminari e una giornata per avviare il pompaggio. Un’operazione che interesserà complessivamente 15 serbatoi.  Nei primi 6 è stimato si trovi il 67% dell’intero carico di carburante e di diesel pari a 1518 metri cubi. Ci sono poi nove serbatoi che conterrebbero 377 metri cubi per un dato complessivo dell’84% di carburante. Oltre a questo, all’interno della Concordia, rimarrebbe la quota parte della sala macchina e che dovrà essere esplorata nel momento in cui i tecnici di Smit potranno accedervi e che dovrebbe corrispondere a circa 348 metri cubi di carburante.<!-- fine TESTO --> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39830">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39830 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Minori stranieri e cittadinanza, è ora di cambiare la legge</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 20:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stranieri in terra natìa. Rischiano di essere stranieri nel paese dove sono nati, dove vivono e vanno a scuola, l’unico paese che spesso conoscono perché quello dei genitori è una meta lontana – magari non ci sono mai stati o ci vanno solo in vacanza a trovare i nonni. È la condizione delle seconde generazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stranieri in terra natìa. Rischiano di essere stranieri nel paese dove sono nati, dove vivono e vanno a scuola, l’unico paese che spesso conoscono perché quello dei genitori è una meta lontana – magari non ci sono mai stati o ci vanno solo in vacanza a trovare i nonni. <span></span>È la condizione delle seconde generazioni di immigrati, nati in Italia da genitori stranieri ma senza cittadinanza italiana.</p>
<p>Detto con le parole di Miguel, 15 anni: <strong>“I miei genitori sono del Perù. Io invece sono italiano. Come faccio a essere peruviano, se in Perù non ci sono mai stato?”</strong>. È la testimonianza riportata dalla Comunità di Sant’Egidio nel libro <em><strong>Figli d’Italia</strong></em> (Fondazione Allori) presentato oggi a Roma durante il convegno organizzato dall’<strong>Adoc</strong> dal nome poetico (“Un fiore è del giardino in cui nasce”) e dal contenuto estremamente attuale: la necessità di intervenire per garantire il <strong>diritto alla cittadinanza</strong> agli immigrati di seconda generazione, a minori nati e vissuti in Italia ma che non vengono riconosciuti cittadini italiani, quindi di riformare una legge ormai antiquata.</p>
<p><strong>La legge che regola la cittadinanza italiana (n. 91 del 1992) è tutta basata sullo <em>ius sanguinis</em></strong>, il diritto di sangue: si è italiani per discendenza. È una legge fatta a misura di un paese di emigranti, ma l’Italia è cambiata: è diventata paese di immigrazione e c’è dunque la necessità di riconoscere i diritti di chi nasce in Italia da genitori immigrati o vi arriva da piccolo. La proposta, avanzata ormai da tempo e dalle più diverse istanze, è di<strong> introdurre lo <em>ius</em> <em>soli</em>,</strong> ovvero l’acquisizione della cittadinanza per il fatto di essere nati sul territorio italiano. Le proposte di legge in Parlamento ci sono e nessuna contempera in realtà uno ius soli puro. Quella che ha raccolto più consensi trasversali, la proposta Sarubbi-Granata, prevede ad esempio il riconoscimento della cittadinanza a chi sia nato in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno legalmente soggiornante da almeno cinque anni e residente, oppure da almeno un genitore nato in Italia e legalmente residente da almeno un anno, o al figlio minore di genitori stranieri che abbia completato in Italia l’istruzione primaria, secondaria, o un percorso di istruzione e formazione professionale.</p>
<p>Quello che manca in Italia è infatti il riconoscimento di qualsiasi forma di acquisto della cittadinanza basato sulla nascita o su un percorso di integrazione scolastica o sociale, con il risultato di avere una generazione di giovanissimi che rischiano di diventare stranieri in patria. <strong>Sono nati in Italia, parlano italiano, vivono in Italia, spesso neanche conoscono il paese d’origine, eppure non sono riconosciuti italiani.</strong> E lo scoprono quando magari, durante il liceo, non possono andare in gita scolastica a Londra, o a Parigi, perché vengono bloccati alla frontiera o in aeroporto. Non è un fenomeno marginale. Secondo il dossier statistico Immigrazione 2011 Caritas Migrantes, <strong>i minori figli di stranieri sono quasi un milione</strong> fra bambini nati qui e arrivati con ricongiungimento familiare. Le seconde generazioni sono più di 600 mila e rappresentano oltre un decimo della popolazione straniera in Italia. È tempo di intervenire, dunque.</p>
<p>Spiega Carlo Pileri, presidente Adoc: “I bambini che nascono in Italia da coppie di immigrati, che studiano nelle nostre scuole, parlano la nostra lingua, credono nelle nostre istituzioni, rispettano la nostra bandiera più di quanto facciano tanti italiani e perfino alcuni deputati eletti in Parlamento, credono nel Presidente della Repubblica, non sono italiani e non sono neanche del loro paese di origine, perché in quel paese magari non ci sono mai stati. <strong>Bisogna rimettere la storia in carreggiata</strong>. Questa non è più la storia di cinquant’anni fa, quando in Italia gli stranieri venivano per passeggiare nella via Veneto della Dolce Vita. È un’Italia in cui ci sono tanti stranieri che vengono qui per lavorare e bisogna dar loro non solo speranza ma anche diritti”.</p>
<p>La richiesta di cambiare la legge sulla cittadinanza fa fatica a passare. Da dove vengono le resistenze? “Ci sono paure di perdere un’identità di popolo, e ci sono resistenze che derivano dal fatto che non si tiene conto che l’Italia e l’Europa sono cambiate – spiega Pileri – L’asse dell’economia mondiale si sta spostando in Asia, in Sud America, grossi flussi di lavoratori vengono dall’Est Europa e dall’Africa: questo non può essere ignorato se non rischiando di creare dei guai peggiori di quelli che si vorrebbero evitare. La non integrazione può portare gravi conseguenze nel breve e soprattutto nel lungo termine. Invece, creare un mondo globalizzato e un’Europa che riceve popolazioni da tutte le terre è un’esigenza e uno sforzo culturale che va fatto”.</p>
<p>Spiega Maria Quinto, della Comunità di Sant’Egidio: “È maturo il tempo di un cambiamento della normativa, perché il sentire comune è cambiato e perché l<strong>a normativa è arretrata</strong>”. Attualmente, <strong>i figli di stranieri possono chiedere la cittadinanza a 18 anni. Ma non è semplice e il percorso burocratico è pieno di ostacoli</strong>. Oltretutto, hanno facoltà di chiedere la cittadinanza solo entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, e devono aver risieduto in Italia legalmente e senza interruzione. Spiega Quinto: “Ci sono ragazzi nati in Italia, sempre vissuti in Italia, che hanno 18 anni ma non hanno la cittadinanza perché occorre essere residenti qui dalla nascita. E non sempre il genitore ha la residenza, anche se ha un regolare permesso di soggiorno. Questo perché negli anni passati la conoscenza della normativa era carente. Anche se sei regolare e residente, poi, in 18 anni non devi mai aver avuto la residenza cancellata”. Così, se si è fatto un semplice cambio di residenza ma la comunicazione fra amministrazioni comunali ha avuto qualche “buco”, viene tutto rimesso in discussione.</p>
<p>Poi c’è il caso dei minori che arrivano qui da piccoli, seguono in Italia tutte le scuole, ma in gita scolastica vengono bloccati in aeroporto perché non risultano cittadini italiani. “C’è l’urgenza di mettere fine a questa disparità  – spiega la rappresentante della comunità di Sant’Egidio – C’è infatti il rischio di aumentare il senso di estraneità in giovani che sono una risorsa importante per il nostro paese. Credo che facilitare la cittadinanza aiuti la modernizzazione e l’inclusione europea del nostro paese”.</p>
<p>Serve per evitare che Miguel, Tayeb, Samira e con loro tanti altri nuovi italiani vengano respinti proprio da quel paese che dovrebbe essere la loro casa.</p>
<p><em><strong>di Sabrina Bergamini</strong></em></p>
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		<title>Pediatri: Italia paese senza nonni</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bambini italiani in buona salute anche se a preoccupare sono la disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni e i bassi tassi di natalità. Secondo quanto emerge dal Libro Bianco sulla Salute dei Bambini curato dalla Società Italiana di Pediatria, l’Italia rischia di rimanere un Paese di “nonni senza nipoti”: dal 1871 al 2009 la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bambini italiani in buona salute anche se a preoccupare sono la disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni e i bassi tassi di natalità. Secondo quanto emerge dal <strong>Libro Bianco sulla Salute dei Bambini</strong> curato dalla Società Italiana di Pediatria, l’Italia rischia di rimanere un Paese di “nonni senza nipoti”: dal 1871 al 2009 la natalità si è quasi dimezzata (-74,25%) e attualmente si assesta al 9,5‰, cioè nascono 9,5 bebè ogni 1000 abitanti, contro, solo per fare qualche esempio, 12,8‰ della Francia, 10,8‰ della Spagna, 12‰ della Svezia e 12,8‰ del Regno Unito.<span></span>Quanto, invece, alla <strong>disomogeneità dei servizi assistenziali</strong>, Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, spiega “<strong>le opportunità</strong> di salute non sono le stesse per tutti i bambini italiani o, in altri termini, essere bambino nel Sud d’Italia non è egualmente facile che esserlo nel Nord. Disomogenea appare pure l’assistenza ospedaliera in pediatria – aggiunge il professor Ricciardi – c’è necessità di fare una idonea programmazione degli interventi assistenziali e di creare un filtro che parta dal pediatra, per indirizzare al meglio il bambino verso il percorso assistenziale che più risponde ai suoi bisogni, evitando ad esempio ospedalizzazioni inutili”.</p>
<p>Fortunatamente oggi i bimbi italiani possono ancora fare affidamento su una <strong>fitta rete di pediatri territoriali</strong> (il numero di pediatri di libera scelta a livello nazionale nel periodo 2001-2008 è aumentato del 6,3%, passando da 7.199 a 7.649); ma non è remoto il rischio che, già a partire dal 2015, i pediatri disponibili per l’assistenza primaria ai bimbi italiani diminuiranno in modo drastico in quanto una grande quota di questi andrà in pensione e, poiché l’accesso alle scuole di specializzazione prevede il numero chiuso, non sarà possibile assicurare il turn over.</p>
<p>Tra l’altro proprio nei giorni scorsi il ruolo del pediatra è stato messo in discussione da una <strong>bozza di Riordino delle Cure Primarie</strong> che potrebbe vedere la luce nel prossimo Patto per la Salute. La previsione di affidare i bambini alle cure del medico di famiglia, anche se di Medicina generale, già a partire dai 7 anni di età, in particolare, non ha incontrato il favore dei pediatri.</p>
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		<title>Pediatri e cure primarie, il Ministero chiarisce</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fa discutere la previsione inserita nella bozza di Riordino delle Cure Primarie che affiderebbe i bambini alle cure del medico di famiglia, anche se di Medicina generale, già a partire dai 7 anni di età. Se il Ministero della Salute ha specificato che si tratta “di un documento tecnico dei Direttori degli Assessorati Regionali alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa discutere la previsione inserita nella bozza di Riordino delle Cure Primarie che affiderebbe i bambini alle cure del medico di famiglia, anche se di Medicina generale, già a partire dai 7 anni di età. Se il <strong>Ministero della Salute</strong> ha specificato che si tratta “di un documento tecnico dei Direttori degli Assessorati Regionali alla Sanità” e che l’ipotesi trapelata “non è prevista”, <span></span><strong>Cittadinanzattiva</strong> fa sapere che “dirottare i piccoli pazienti dal medico di medicina generale sarebbe un grave errore e a rimetterci sarebbero i bimbi e le loro famiglie, che si vedrebbero privati di una <strong>assistenza così preziosa</strong> e sicuramente a farne le spese sarebbe lo stesso Servizio sanitario nazionale con l’intasamento dei Pronto soccorso e il ricorso sempre più massiccio ai pediatri a pagamento”. Al contrario l’Associazione chiede che “venga rafforzata l’assistenza pediatrica, che è un pilastro delle cure territoriali, favorendo la messa in rete con gli altri attori della assistenza territoriale  e aumentando i posti a disposizione nell’area specialistica della pediatria”.</p>
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		<title>Costa Concordia: Accordo sui Risarcimenti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 20:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RAGGIUNTO L’ACCORDO TRA LE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DEI CONSUMATORI E COSTA CROCIERE. RIMBORSI PER 3000 EURO E RISARCIMENTI PER 11.000 EURO PER UN TOTALE DI 14.000 EURO . ACCORDI SEPARATI PER VITTIME E NAUFRAGHI FERITI. Dopo una lunga e serrata trattativa si è conclusa il 27/01 , con un accordo molto soddisfacente, la fase della vertenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sportelloconsumatori.org/wp-content/uploads/2012/01/naufragio-costa-concordia21.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="naufragio-costa-concordia21" border="0" alt="naufragio-costa-concordia21" align="left" src="http://sportelloconsumatori.org/wp-content/uploads/2012/01/naufragio-costa-concordia21_thumb.jpg" width="244" height="163"/></a></p>
<h4 align="justify"><em>RAGGIUNTO L’ACCORDO TRA LE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DEI CONSUMATORI E COSTA CROCIERE.</em></h4>
<h4 align="justify"><em>RIMBORSI PER 3000 EURO E RISARCIMENTI PER 11.000 EURO PER UN TOTALE DI 14.000 EURO . ACCORDI SEPARATI PER VITTIME E NAUFRAGHI FERITI.</em></h4>
<p>Dopo una lunga e serrata trattativa si è conclusa il 27/01 , con un accordo molto soddisfacente, la fase della vertenza relativa ai rimborsi e risarcimenti per i passeggeri coinvolti nel naufragio. </p>
<p>È un importante risultato che varrà e potrà coinvolgere, come noi auspichiamo i passeggeri con nazionalità di oltre sessanta paesi senza distinzione alcuna. Per la prima volta inoltre si è affrontato con soddisfazione e in termini extra-giudiziali&nbsp; una&nbsp; questione così rilevante in cui vengono riconosciuti non solo i rimborsi e non solo i danni patrimoniali ma anche quelli per danno esistenziale.</p>
<p>La vertenza si è svolta&nbsp; presso la sede di ASTOI Confindustria Viaggi tra Costa Crociere e le Associazioni&nbsp; dei Consumatori. </p>
<p>Alla riunione,hanno partecipato i rappresentanti delle seguenti Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU, Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, <strong>Movimento Difesa del Cittadino</strong>, Unione Nazionale Consumatori. </p>
<p>Per Costa Crociere erano presenti i rappresentanti della Direzione; per ASTOI Confindustria Viaggi il Presidente Roberto Corbella, il Direttore Generale Flavia Franceschini e l’Avv. Alessio Costantini. </p>
<p>L’obiettivo, condiviso da tutti i presenti, è stato quello di trovare soluzioni conciliative e transattive che puntino alla migliore soddisfazione dei passeggeri coinvolti nella vicenda di Costa Concordia, evitando le lungaggini e gli aggravi di spese conseguenti all’eventuale instaurazione di un giudizio. </p>
<p>I risultati raggiunti riguardano: </p>
<p>• il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; <br />• il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera; <br />• il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro; <br />• il rimborso di eventuali spese mediche sostenute;<br />• il rimborso delle spese sostenute durante la crociera. </p>
<p>Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra,&nbsp; quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate.</p>
<p>I rimborsi sopra elencati assommano ad una cifra media di 3000 euro a passeggero.</p>
<p>• un importo forfettario di euro 11.000 a persona a titolo di indennizzo, a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, ivi inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito ed al danno da vacanza rovinata; </p>
<p><strong>La somma totale tra rimborsi e risarcimenti si situa quindi a 14.000 euro a passeggero.</strong></p>
<p>L’importo forfettario concordato a titolo di risarcimento è superiore ai limiti risarcitori previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi vigenti. </p>
<p>Tale importo verrà riconosciuto indipendentemente dall’età del passeggero, considerando anche i bambini, sebbene&nbsp; non paganti. </p>
<p><strong>Un nucleo familiare composto da due persone</strong>, in aggiunta a quanto sopra elencato, ad esempio, vedrà quindi riconosciuto un importo forfettario di <strong>euro 22.000</strong>, così come&nbsp; un <strong>nucleo familiare di due adulti e due bambini arriverà ad euro 44.000</strong>.</p>
<p>In concomitanza,&nbsp; la Compagnia avvierà altresì la restituzione di tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine, ove sia possibile il&nbsp; recupero. <br />.<br /><strong>L’intera proposta non riguarda le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l’indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui.</strong></p>
<p>In accordo con le Associazioni dei Consumatori si sono altresì stabilite le modalità&nbsp; di gestione delle pratiche di indennizzo, per le quali, nella sede di Genova di Costa, verranno istituite due unità operative interamente dedicate. </p>
<p>Gli accrediti degli importi avverranno entro 7 giorni dall&#8217;accettazione della proposta di Costa da parte dei consumatori. Costa Crociere metterà a disposizione un indirizzo e-mail (rimborsiconcordia@costa.it) ed un numero per le informazioni&nbsp; (848505050). </p>
<p><strong><em>E’ stato inoltre convenuto che la Compagnia offra l’opportunità di cancellare senza penali le crociere&nbsp; prenotate prima del drammatico evento, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio.</em></strong></p>
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		<title>Etichette alimentari, ¾ degli italiani le leggono</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre quarti dei consumatori dichiarano di leggere le etichette alimentari; il 90% lo fa per leggere la data di scadenza, e il 70% circa controlla la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale. Piu’ del 50% degli italiani, poi, controlla che il prodotto sia ‘naturale’ (inteso come senza conservanti, o coloranti e aromi artificiali). E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre quarti dei consumatori dichiarano di leggere le etichette alimentari; il 90% lo fa per leggere la data di scadenza, e il 70% circa controlla la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale. Piu’ del 50% degli italiani, poi, controlla che il prodotto sia ‘naturale’ (inteso come senza conservanti, o coloranti e aromi artificiali). E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio Adi-Nestle’ diffusi sabato nel corso del primo appuntamento di “Etichet-ti-amo” nell’ambito del nuovo progetto <strong>Food Coaching</strong>.<span></span>Ma se le etichette rappresentano per il consumatore la bussola per conoscere le caratteristiche e proprietà degli alimenti, è necessario però possedere anche il giusto orientamento per compiere scelte d’acquisto consapevoli e assumere abitudini alimentari corrette e positive per salute e benessere.</p>
<p>Proprio partendo da qui, Nestlé ha sviluppato il <strong>Food Coaching</strong>, il nuovo progetto di informazione e consulenza alimentare che si propone di offrire ai consumatori gli strumenti utili per orientarsi nelle scelte nutrizionali. Proprio come ogni famiglia ha il “food coach” che diviene naturalmente l’effettivo responsabile dell’alimentazione di tutti i componenti, dai bambini agli adulti, così Nestlé, in quanto storico nutritional partner dei consumatori, si prende cura della nutrizione e della cultura alimentare delle famiglie, offrendo le linee guida per un <strong>allenamento quotidiano</strong> al <strong>mangiare più sano</strong> e <strong>vivere meglio</strong>.<br />
Attraverso una serie di iniziative, incontri con gli esperti, attività di informazione e sensibilizzazione, Nestlé accompagna i “food coach” di ogni famiglia a divenire i creatori e i responsabili di una vita alimentare più sana per se stessi e per gli altri, tessendo al contempo una rete tra i vari “allenatori”, fatta di scambio, condivisione e dialogo.</p>
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		<title>Plasmon e Barilla, pubblicità fuorviante</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La querelle tra la Plasmon e la Barilla si è spostata dalle pagine dei quotidiani alle aule di Tribunale. Secondo quanto riporta Altroconsumo, infatti, a valutare il comportamento delle due aziende sono stati chiamati da un lato il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e dall’altro il Tribunale di Milano. Cosa ne esce fuori? “I pareri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>querelle</em> tra la Plasmon e la Barilla si è spostata dalle pagine dei quotidiani alle aule di Tribunale. Secondo quanto riporta Altroconsumo, infatti, a valutare il comportamento delle due aziende sono stati chiamati da un lato il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e dall’altro il Tribunale di Milano. <span></span>Cosa ne esce fuori? “I pareri sono parzialmente discordanti” fa notare l’Associazione che spiega: “Se il Tribunale di Milano ha ritenuto inammissibile la pubblicità comparativa proposta da Plasmon, in quanto comparava tra loro due alimenti non omogenei, il Giurì, prima di Natale, si era espresso diversamente, valutando un certo grado di sostituibilità dei prodotti dei due marchi nelle abitudini di consumo delle famiglie italiane”.</p>
<p>In particolare, il Giurì aveva giudicato la pubblicità proposta da Plasmon come fuorviante e denigratoria, a causa dell’utilizzo di un linguaggio scientifico, difficilmente comprensibile da parte del consumatore, che portava il lettore a ritenere i prodotti Barilla come potenzialmente nocivi per i bambini. È stato ritenuto fuorviante anche il claim riportato sulle confezioni dei Piccolini Barilla “A mangiar bene si comincia da Piccolini”, in quanto suggerisce al consumatore che si tratta di un alimento indicato sin dal termine dell’allattamento, situazione di fatto non vera dato che non si tratta di alimenti destinati alla prima infanzia.</p>
<p>“Come consumatori notiamo che, ancora una volta, le aziende che producono alimenti destinati ai bambini cerchino di far leva sui sentimenti dei genitori (e, in particolare, su quelli delle mamme) per promuovere i propri prodotti” si legge sul sito di Altroconsumo. “Una corretta informazione vorrebbe, invece, che i genitori venissero informati delle reali caratteristiche dei prodotti proposti ai più piccoli, in modo da poter scegliere in maniera consapevole”.</p>
<p>Cosa era accaduto? <strong>Barilla e Plasmon erano finite ai ferri corti a causa </strong>di una pubblicità comparativa della Plasmon che aveva messo a confronto la sua pasta dell’infanzia da quella prodotta da Barilla, “I Piccolini” per intenderci. Secondo l’azienda di Parma, Plasmon aveva comparato <strong>prodotti destinati a consumatori differenti</strong>, soggetti quindi a normative diverse e specifiche, “con l’intento chiaro di fare leva sulla emotività delle mamme con la conseguenza di creare in loro un senso di panico non giustificato e corretto”. E specifica: “Nessuno dei prodotti Barilla è rivolto specificatamente ai bambini da 0 a 3 anni; per questo motivo è assolutamente scorretto e ingannevole confrontare pasta per bambini per l’infanzia con pasta che è destinata a uso corrente per tutta la famiglia”.</p>
<p>Le ragioni di Barilla sono giuste, però è anche vero che il packaging utilizzato da Barilla per i suoi “Piccolini” può indurre davvero in errore le mamme facendole credere di trovarsi dinanzi ad un prodotto destinato all’infanzia. Dov’è il problema? Esso ha a che fare essenzialmente con la<strong> normativa di riferimento</strong>: i prodotti destinati all’infanzia sono sottoposti alla Direttiva 2006/125/CE, che ne definisce precisamente caratteristiche e limiti mentre quelli per adulti rispondono ad altre norme. La legge, ad esempio, tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi ma distingue tra adulti e ‘children’ (bambini compresi tra 0 e 3 anni), imponendo per questi ultimi limiti molto più ristrettivi vicini allo zero analitico. D’altronde proprio di recente la <strong>Federazione italiana medici pediatri</strong>, riunita a Torino per il congresso nazionale, ha lanciato un allarme sugli alimenti che “si spacciano” per bambini, ma in realtà non lo sono annunciando di avere costituito un sistema di monitoraggio, disponendo una serie di analisi su tanti prodotti per adulto “spacciati” da baby food, dalla pasta, ai biscotti, alle merende fino ai succhi di frutta.</p>
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    Author : Yong Mook Kim<br />
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39442">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39442 ) </a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Costa Concordia, raggiunto accordo: risarcimenti per 11 mila euro a persona</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Presidente MDC Civitavecchia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rimborsi per 3 mila euro e risarcimenti per 11 mila euro a persona, per un totale di 14 mila euro, a copertura di tutti i danni subiti e del disagio psicologico, nonché un’assistenza psicologica mirata a tutti coloro che ne facciano richiesta. Questo l’accordo raggiunto fra le associazioni nazionali dei Consumatori e Costa Crociere per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimborsi per 3 mila euro e risarcimenti per 11 mila euro a persona, per un totale di 14 mila euro, a copertura di tutti i danni subiti e del disagio psicologico, nonché un’assistenza psicologica mirata a tutti coloro che ne facciano richiesta. <span></span>Questo l’accordo raggiunto fra le <strong>associazioni nazionali dei Consumatori e Costa Crociere</strong> per i naufraghi della Concordia.</p>
<p>L’accordo è frutto del <strong>tavolo di confronto</strong> che si è svolto ieri, presso la sede di Astoi Confindustria Viaggi, fra Costa Crociere e le associazioni dei consumatori aderenti al CNCU (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori). L’accordo prevede, per ogni naufrago, un <strong>importo forfettario di 11 mila euro a persona a titolo di indennizzo, a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti</strong>, inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito e al danno da vacanza rovinata; il <strong>rimborso integrale</strong> del valore della crociera, tasse portuali comprese, dei transfer e bus, delle spese di viaggio sostenute per il rientro, di eventuali spese mediche sostenute e il rimborso delle spese sostenute durante la crociera.</p>
<p>Spiega un comunicato congiunto che “l’importo forfettario concordato a titolo di risarcimento è superiore ai limiti risarcitori previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi vigenti. Tale importo verrà riconosciuto indipendentemente dall’età del passeggero, considerando anche i bambini, sebbene non paganti. Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate. Un nucleo familiare composto da due persone, in aggiunta a quanto sopra elencato, ad esempio, vedrà quindi riconosciuto un importo forfettario di euro 22.000, così come  un nucleo familiare di due adulti e due bambini arriverà ad euro 44.000”.</p>
<p>Costa Crociere avvierà inoltre uno specifico<strong> programma di assistenza psicologica</strong> nei confronti di tutti i passeggeri che ne facciano richiesta, e avvierà – laddove sia possibile il recupero – la restituzione dei  beni presenti nelle casseforti delle cabine.</p>
<p><strong>La proposta non riguarda le famiglie delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali sono stati necessari trattamenti sanitari subito dopo il naufragio.</strong> L’indennizzo, in questi casi, terrà conto della gravità del danno subito dai singoli. Per le vittime, dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 mila euro. Si prevede inoltre che, per chi dimostri di aver portato oggetti di valore a bordo (pellicce, gioielli di famiglia), questi verranno pagati a parte.</p>
<p>In accordo con le associazioni dei Consumatori sono state stabilite le modalità  di gestione delle pratiche di  indennizzo, per le quali, nella sede di Genova di Costa, verranno istituite due unità operative dedicate. Gli accrediti degli importi avverranno entro 7 giorni dall’accettazione della proposta di Costa da parte dei consumatori. Costa Crociere metterà a disposizione un indirizzo e-mail (rimborsiconcordia@costa.it) e un numero per le informazioni  (848505050). La compagnia offrirà l’opportunità di cancellare senza penali le crociere prenotate prima dell’evento, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio.</p>
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<p> <a href="http://www.helpconsumatori.it/?p=39351">( Fonte  http://www.helpconsumatori.it/?p=39351 ) </a></p>]]></content:encoded>
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