Ecco i contenuti del decreto legislativo che introduce la mediazione obbligatoria nel processo civile

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 Ecco i contenuti del decreto legislativo che introduce la mediazione obbligatoria nel processo civile

La mediazione diventa obbligatoria. Dopo l`approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di attuazione della delega contenuta nella legge per la riforma del processo civile (legge del 18 giugno 2009, n.69, “disposizioni per…

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Tetto agli sms, l’Mdc chiede un incontro all’Agcom

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L’Mdc chiede la convocazione urgente delle associazioni dei consumatori da parte dell’Agcom, dopo che l’Autority ha accettato le proposte degli operatori che garantiscono tariffe allineate al tetto comunitario (11 cent. + IVA) e a piani tariffari al secondo. ”L’accordo di ieri e’ l’ennesima riprova del cartello tariffario attuato dagli operatori di telefonia mobile – ha detto Francesco Luongo, responsabile Servizi a rete del Movimento difesa del cittadino – L’Autorita’, infatti, non ha fatto altro che confermare semplicemente il tetto gia’ esistente per gli sms in roaming, tra l’altro ammettendo candidamente di essersi mossa dopo la consultazione dei soli operatori”.
Fonte: Mdc

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Il 25 novembre i consumatori dibattono di nucleare

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Il Codacons assieme alle associazioni Adoc, Adusbef e Federconsumatori ha organizzato per il prossimo 25 novembre un convegno internazionale sul tema del nucleare. L’incontro dal titolo ”Energia nucleare sporca o pulita?” ha lo scopo di creare un dibattito serio ed equilibrato sul ritorno al nucleare nel nostro paese, valutando i pro e i contro di tale scelta con esperti scienziati, aziende specializzate, ambientalisti, politici ed istituzioni che prenderanno parte al convegno.
Verranno inoltre presentati, direttamente dagli scienziati che li hanno progettati, i reattori di quarta generazione che stanno dividendo il mondo scientifico tra scetticismo ed entusiasmo, e che sono stati gia’ approvati dal Gif e dall’Euratom..
Al convegno parteciperanno anche i senatori Felice Belisario, Roberto Della Seta, Antonio Paravia, Elio Lannutti, l’onorevole Andrea Gibelli, il ministro Gianni Mattioli, il presidente del Senato Renato Schifani, e Farhang Sefidvash, dell’Universita’ Federale ”Rio Grande do Sul” di Porto Alegre.
Fonte: Codacons, Federconsumatori, Adusbef e Adoc

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MDC Civitavecchia ha vinto il primo Ricorso al TAR

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Per MDC Civitavecchia è troppo il 20% come base del compenso per il servizio di riscossione tributi, il TAR annulla il bando di gara. Tutto da rifare: massimo il 9%

Latina thumb MDC Civitavecchia ha vinto il primo Ricorso al TAR Con la sentenza 11238 del 2009 il Tar del Lazio ha annullato la delibera comunale n. 95 del 7 ottobre 2008 avente ad oggetto "affidamento in concessione del servizio di liquidazione e accertamento dell’ICI, della TIA (tariffa di igiene ambientale), recupero evasione dei canoni idrici pregressi non pagati e non prescritti – approvazione bando di gara e capitolato d’oneri".

Il principio importante che è stato stabilito con questa sentenza è che l’aggio (il compenso della società che dovrà occuparsi della riscossione) costituisce una sorta di tassazione aggiunta, e quindi un aumento di spesa, e non può essere liberamente concordato, ma deve seguire un principio sia di legge che di ragionevolezza, così da non trasformarsi in una vessazione del contribuente.

Il Comune aveva stabilito una base d’asta al ribasso a partire da un 20% del tributo riscosso.

Tale base avrebbe permesso ad una società di aggiudicarsi il servizio percependo un compenso massimo anche del 19,99%.

L’art. 17 del D.lgs n. 112/1999 però, come ricorda il TAR nella sentenza, prevede che “l’attività degli agenti della riscossione è remunerata con un aggio, pari al nove per cento delle somme iscritte a ruolo riscosse…”, posta in parte a carico del debitore (se paga entro un determinato termine) e, per il resto, all’ente creditore.

Proprio per questi motivi il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di MDC ed ha annullato la delibera e il bando circa la base d’asta posta come riferimento, perché gravosa ed ingiustificata.

Tutto da rifare quindi, imponendo una base di partenza del 9% a scendere.

Il TAR precisa inoltre che la “esternalizzazione non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente” e noi del Movimento Difesa del Cittadino, che siamo, come precisato dal TAR, “ente esponenziale posto a tutela degli interessi della collettività di riferimento” vigileremo che ciò non avvenga.

Ringraziamo l’avvocato Roberto Immediata che ha seguito per conto di MDC tutto il lungo iter (il ricorso è stato presentato a fine 2008) e che sta seguendo per noi anche il ricorso presentato contro la delibera degli aumenti sulla TIA, sull’esito del quale informeremo i cittadini appena giungerà a termine l’iter.

Ringraziamo inoltre la sede nazionale di MDC ed il Presidente Nazionale Antonio Longo per aver legittimato il ricorso a favore dei cittadini di Civitavecchia e per il supporto continuo ed indispensabile a questa e ad altre iniziative.

Presidente MDC Civitavecchia

Massimiliano Astarita

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Bambini e televisione meglio non distrarsi…

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bambini e televisione: meglio non distrarsi!

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TORRE VALDALIGA NORD: CURIAMO LA MALATTIA NON SOLO I SINTOMI

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 TORRE VALDALIGA NORD: CURIAMO LA MALATTIA NON SOLO I SINTOMI TORRE VALDALIGA NORD: CURIAMO LA MALATTIA NON SOLO I SINTOMI TORRE VALDALIGA NORD: CURIAMO LA MALATTIA NON SOLO I SINTOMI

Ho letto con interesse sia la notizia che il dibattito susseguito alla pubblicazione, da parte di centumcellae.it, delle foto che individuano, nel perimetro di Torre Valdaliga nord, di alcuni sacchi dal contenuto non meglio precisato e, come tale, “sospetto”.
Il lato spiacevole è stato il silenzio sia di Enel che delle istituzioni locali, che comunque sono chiamate a vigilare da un punto di vista ambientale.
Silenzio assordante, contro cui, giustamente si sono scagliati sia Vittorio Petrelli che Cristina Riccetti.
Di certo Enel e comune dovranno rendere conto tanto della natura di quella polvere giallastra quanto dell’interruzione delle attività di monitoraggio dell’aria. E’ nostro diritto, nostro vuol dire dei cittadini di Civitavecchia e del comprensorio, sapere se la nostra salute e quella dei nostri figli è minacciata.
Il protrarsi del silenzio da parte dell’azienda elettrica e della pubblica amministrazione potrà essere letto solo ed esclusivamente come un’ammissione di colpa.
Ma farei, riguardo all’accaduto, anche uno sforzo maggiore, perché se è giusto indicare episodi concreti su cui indagare, è anche meglio comprendere tutto il castello di fatti e motivazioni che rende possibili questi scenari; insomma curare sì i sintomi, ma anche andare al cuore del problema, della malattia.
Enel attua la politica energetica nazionale, o meglio, dovrebbe essere così. Ad ogni osservatore, anche se non troppo acuto, appare chiaro che Enel, invece, “è” la politica energetica nazionale. I governi, sia di destra che di sinistra, che dovrebbero valutare l’impatto economico, sociale e sanitario delle proprie scelte, senza neanche una grossa dialettica interna, hanno sempre approvato e fatte proprie le scelte dell’azienda. L’azienda, come tale, non è orientata al bene comune (attività di pubbliche relazioni e di ufficio stampa a parte), bensì al profitto.
Siamo di fronte ad un paradosso grave dove un’impresa con un fine particolare (il guadagno) condiziona coloro i quali devono equilibrare le necessità energetiche collettive con il bene comune.
L’azione di Enel è, insomma, un insulto al concetto stesso di democrazia.
Da un punto di vista locale l’azienda raddoppia il suo insulto; già stringe il collo al comune che, grazie a pregresse scellerate scelte di politica economica, sarebbe al collasso senza i fondi “compensativi” che provengono dall’azienda. La carità dell’azienda elettrica dà la possibilità al comune di Civitavecchia di sopravvivere. Come pretendere che il comune sorvegli Enel?
In ultimo, ma non meno importante, c’è il problema dei combustibili, senza i quali le centrali non funzionerebbero. In un mondo in cui tutti cercano di lasciarsi alle spalle sia il petrolio sia i combustibili fossili, in Italia si è identificata una possibile e folle strategia nell’uso del carbone. Peggio ancora si è paventata, per Civitavecchia, la possibilità di bruciare i rifiuti urbani in centrale. Il governo ha smentito, d’accordo, ma all’epoca smentì anche l’utilizzo del carbone, ma questo a Civitavecchia, oggi, è una realtà.
Tirando le somme pare che le istituzioni, di fronte ad Enel, contino quanto il due di coppe quando regna bastoni.
Ora ci spieghiamo meglio il silenzio assordante di cui parlavamo.
Il problema è, quindi, certamente chiedere con forza cosa sia quella roba depositata nell’area Enel di Civitavecchia ma occorre, con altrettanta forza, non farsi distogliere dal fatto che il problema reale è il comportamento di Enel sia in materia di politica energetica che di rapporti con le istituzioni (che dovrebbero iniziare a prendere sul serio il proprio ruolo di garanti della collettività, non alzare la voce solo per avere qualche spicciolo in più).
Tutto il resto sono solo tristi, inammissibili, ma logiche conseguenze.
L’invito che mi sento di rivolgere a noi tutti è abbastanza semplice: non curiamo i sintomi, ma la malattia, che ha un nome, un cognome ed una ragione sociale.
Mario Michele Pascale
coordiantore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra

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Acqua, Cittadinanzattiva e’ contro la privatizzazione

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Cittadinanzattiva scrive al ministro per gli Affari regionali e ai rappresentanti della Camera affinche’ l’articolo 15 del decreto legge 135/2009, che di fatto spiana completamente la strada alla privatizzazione dell’acqua, venga respinto. Per Cittadinanzattiva, infatti, riveste particolare preoccupazione l’introduzione della scadenza del 31 dicembre 2011 per le gestioni ”in house” del servizio, che rischia di provocare il congelamento di investimenti previsti per circa 2,4 miliardi di euro fino al 2013, con ricadute sia sulla qualita’ del servizio che sui costi. Il socio privato, infatti, potrebbe rifiutare di accollarsi oneri preesistenti, che rimarrebbero a carico degli enti locali e che si trasformerebbero in un aumento dell’imposizione fiscale locale. In alternativa, se ne potrebbe far carico con l’intenzione di coprirli totalmente mediante le tariffe, con un conseguente aumento del costo del servizio a carico dell’utenza.
”Il servizio idrico integrato in Italia presenta livelli di tutela dei cittadini pressoche’ nulli. Non e’ un caso che il settore manchi ancora di una Autorita’ di regolamentazione invocata perfino dagli operatori privati, e che nessuno applichi la normativa sulla valutazione civica dei servizi pubblici, vero banco di prova per costruire una alleanza strategica tra imprese e utenti”, commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini.
”Piuttosto che un frettoloso decreto legge – conclude la Petrangolini – si avvii un serio iter parlamentare sulla riforma del servizio idrico con alcuni punti fermi: acqua bene pubblico e non merce, diritto all’accesso minimo garantito, divieto di spreco, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 della Finanziaria 2008”.
Fonte: Cittadinanzattiva

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